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mercoledì 25 luglio 2012

Le ferie

A differenza degli altri anni, in questo periodo di ferie, sospenderò i miei post. Nelle estati precedenti preparavo per tempo un po' di materiale per tenere compagnia a tutti voi e per sentirmi comunque in contatto. Era un piacere, anche dal solo cellulare, leggere i vostri commenti e continuare a portare avanti insieme quella compagnia comune.
Quest'anno non lo farò. Poco il tempo, poca la voglia di passare tante, troppe serate, on-line. E ancor prima che le mie ferie arrivino per davvero, inizio una disintossicazione dal blog, continuando certamente a seguire comunque i miei blogger preferiti. Vi lascio una carrellata succulenta per introdurvi bene al vostro periodo di vacanza

Ricordatevi di liberarvi da tutti gli orpelli che vi portate addosso tutto l'anno (possibilmente anche le scarpe da lavoro anti-infortunistica),
dedicate del tempo al riposo, a recuperare le notti insonni

passate tempo all'aperto, con gli amici,


allargate le vostre conoscenze, fate esperienze comuni


ma dedicate anche momenti per fermarvi da tutto, per voi stessi e per lasciare che il silenzio vi entri e che fluiscano i pensieri



provate a togliervi i vestiti, è liberatorio, ve l'assicura (In)co!,

fate almeno un bagno nudi

prendetevi tutto il tempo di cui avete bisogno, vivete slow
ricordate di restare ogni tanto in contatto con le persone che vi sono care
fate sempre un po' di esercizio fisico.
questa foto va vista in formato maxi size, è di fatto un wallpaper, salvatela e mettetela come sfondo del desktop da qui a settembre
fate l'amore, se potete

e buone vacanze!

E se vi va, raccontatemi di come passate questo periodo, qui nei commenti.

lunedì 23 luglio 2012

Rivendicazioni



Indovina chi viene a cena? è un film del 1967. Katharine Houghton interpreta una ragazza bianca che decide di presentare ai genitori (Spencer Tracy e Katharine Hepburn) il suo nuovo fidanzato (Sidney Poitier), un giovane medico afroamericano.
All’epoca i matrimoni misti erano ancora vietati in diciassette stati americani. In futuro il fatto che oggi due persone dello stesso sesso non possano sposarsi e avere dei figli ci sembrerà assurdo esattamente come ora ci sembra inconcepibile che negli anni sessanta non potessero sposarsi due persone con il colore della pelle diverso.
Il dibattito di questi giorni all’interno del Partito democratico è imbarazzante. Intanto perché non si discute di matrimoni gay, bensì di semplici unioni: è un dibattito che sarebbe povero perfino se fosse tra destra e sinistra. Invece è tutto interno al partito che per primo dovrebbe tutelare i diritti delle minoranze.
Ma il dibattito è imbarazzante anche perché dimostra una volta di più lo scollamento con la società civile. La scorsa settimana il magazine popolare Oggi aveva in copertina Francesca Vecchioni, figlia del cantante Roberto, fotografata con la compagna e le loro due gemelle. Il titolo era: “Noi siamo una famiglia”.
Mentre il Partito democratico si accapiglia sulle virgole di un documento che deve stabilire se pronunciarsi o meno a favore del riconoscimento delle semplici unioni civili tra persone dello stesso sesso, in Italia le persone parlano dei figli delle coppie omosessuali, cioè di qualcosa che non solo dà per scontata l’esistenza delle coppie gay, ma ne riconosce anche il diritto a procreare. Nessuno chiede a Rosy Bindi di cambiare la sua idea di famiglia, ma solo di lasciare che altri possano averne una diversa.
Giovanni De Mauro, Internazionale, numero 958, 20 luglio 2012


Sono due gli stimoli che in questi giorni mi hanno spinto ad accostare il tema delle rivendicazioni del movimento GLBT a quelle legate ai temi razziali. Il primo mi è stato suggerito direttamente da questo articolo che mi son ritrovato tra le mani sabato e che vi ho riproposto, il secondo è stata la visione del film THE HELP; nell'assonnata giornata domenicale, in panciolle sul divano a ricaricar le pile dopo la serata con l'amore mio.

THE HELP racconta della presa di coscienza delle donne di colore, nell'america degli anni '60, quando il movimento di Martin Luther King iniziava a nascere. E' proprio in quel contesto, nel Mississipi, lo stato più razzista degli States, che una ragazza bianca progressista convince delle donne di colore a scrivere un libro, in forma anonima, che metterà in imbarazzo le loro "padrone" e che evidenzierà le ingiustizie e i soprusi. Nel film vi sono alcuni passi, alcune prese di coscienza, alcuni pensieri, che potrebbero essere traslitterati per ogni causa di ingiustizia che voglia essere combattuta, compresa la causa del riconoscimento dei diritti gay.
Essere se stessi, fare la verità, lavorare affinchè la verità sia visibile, rivendicare il proprio posto nel mondo, rivendicare la normalità che gli altri non vedono per paura e pregiudizio.
Il film è godibilissimo, commedia e dramma allo stesso tempo. Vi lascio il trailer.
"Nessuno mi aveva mai chiesto cosa provavo ad essere me stessa. Quando ho detto la verità mi sono sentita libera."

sabato 21 luglio 2012

Quando il sesso ti devasta

Le pulsioni ingestibili.
Il bisogno di sfogarsi.
Ma anche il bisogno di personificare il sesso agito, in un rapporto, in una persona che conosci, che ti conosce.
Stasera vedrò L. e soddisferemo il bisogno di cavalcata che ho raccontato nel post precedente. Ma c'è anche il bisogno di ritrovarsi negli occhi dell'altro, nei pensieri dell'altro. Non si spiegherebbero altrimenti, per solo sesso, le lunghe telefonate, gli sms, i tentativi pur nella distanza, di "partecipare" alla vita dell'altro.

Ho rivisto Shame, il film di cui vi avevo già espresso alcune mie riflessioni nel post "La vergogna è la solitudine" e l'ho ritrovato ancora efficace e sconvolgente.

Il sesso raccontato quando passa dal piacere alla dipendenza, quando diventa esperienza devastante.
Magistrali i primi 7 minuti del film, che condivido qui con voi (così li può vedere anche L. che non è mai riuscito a vederlo). C'è già tutto in questo incipit: la solitudine, le giornate inemozionali, il risveglio al mattino dopo lo sfogo sessuale della sera precedente con la escort...

...nei primi sette minuti vi si regala pure l'inquadratura del cazzo a riposo di Fassbender :P e non voglio commenti su quel pisello, ok?... Si invece, li voglio, ecccome ;)...

 il sentirsi ancora inappagati, la sega nella doccia, la seduzione esercitata con il solo sguardo sulla metropolitana (scena davvero seducente grazie anche alla colonna sonora in crescendo a sottofondo).

video

Poi c'è il resto del film, e parla di presa di coscienza di quanto ti sta accadendo. Di quanto quel piacere, che è un bisogno innegabile e da considerare per il proprio benessere, possa trasformarsi in una trappola. E quindi si annebbiano le capacità di creare relazioni serene. Non vi racconto ciò che potreste vedere nel film, i tentativi di "ripulirsi", di ricostruire un proprio vissuto affettivo, che è il clou di quest'opera.

Vi posto invece altri 5 minuti, disperati, quando la spasmodica ricerca del sesso "ora", "adesso", in una di quelle sere dove senti che anche un cane bagnato è meno solo di te e si va a mendicare ovunque, compresa una dark room gay che per Brandon, protagonista etero del film, è proprio l'ultimo ripiego.

video

Penso a quelle sere passate in chat, prima di buttarmi nell'incontro col primo "amore" A., penso a quella mia fase bulimica tra A. e gli inizi con L.
Penso a quanti gay in the closet rischiano di vivere la loro esperienza affettivo-sessuale solo così all'ombra di un pc...Attenzione, non sto dicendo che è un rischio per i gay, nel film è ad esempio chiaro che la problematica riguarda anche e molto gli etero, ma penso che una sessualità che si limita alla sola pulsione senza un tentativo di costruire un rapporto, un affetto, una conoscenza, anche solo un'amicizia, diventi col tempo mortificante. E penso, (forse è un mio pregiudizio) che noi ometti (e/o noi gay) siamo un po' più a rischio, così esperti di scop'amici quali siamo...

Ancora una volta il messaggio che mi porto dentro dopo aver visto questo film è che la vergogna non è il sesso o le porcate, la vergogna non è proprio l'appetito della carne. La vergogna è la solitudine che ci costruiamo da soli quando non sappiamo più ascoltare i nostri bisogni reali di relazione.

E intanto stasera si fa l'amore...

giovedì 19 luglio 2012

Al galoppo

Ieri, e oggi, da gestire ormonalmente, la mancanza di L. è stata più pesante del solito. Ci sono momenti in cui mi pare di impazzire. 
La cavalcata, un tempo solo desiderata, è diventata un bisogno. Fisico.
Vorrei essere meno schiavo da certe pulsioni, vorrei sapermi gestire di più. Invece vado in tilt e poi, insoddisfatto, mi cambia persino l'umore.



E quando va così anche l'auto-aiuto, sostiene, ma non basta!

martedì 17 luglio 2012

Quelli che il coming out


Quelli che quando han fatto fanno coming out ormai lo sapevano anche i gerani sul balcone della zia,


quelli che non hanno ancora capito la differenza tra outing e coming out,

quelli che basta il coming out per risolvere tutti i tuoi problemi, anche i brufoli,

quelli che buttarsi nel coming out gli fa troppo paura ma fanno bungee-jumping nel week-end

quelli che ora che ho fatto coming out il gruppo dei froci mi vorrà con se

quelli che fanno coming out perchè fanno tutte le cose in inglese

quelli che fanno coming out anche se non hanno ancora capito se proprio proprio sono gay

quelli che col coming out la vita è più leggera

quelli che col coming out gli migliora la salute

quelli che chi me l'ha fatto fare di fare coming out

quelli che il coming out lo fanno proprio con tutti, anche con il bidello della scuola elementare

quelli che si arrabbiano se non fai coming out e per ripicca ti fanno outing

quelli che non fanno coming out neppure quando la moglie ti trova tra le chiappe del suo amico, "cara, non è come pensi tu"

quelli che coming out significa "venire fuori" e allora ti schizzano sull'addome,

quelli che piuttosto di far coming out si rovinano la vita

quelli che il coming out gli ha rovinato la vita

quelli che fanno coming out ma non ti diranno mai per chi votano

quelli che fanno coming out e ci rimangono male a chi gli risponde che lo sapeva già

quelli che il coming out è finalmente il paradiso

quelli che ho deciso, faccio coming out... domani però

quelli che il coming out avrei dovuto farlo ieri, ora no, proprio no

quelli che far coming out ci provano tutti i giorni

quelli che al coming out non ci han proprio mai pensato

quelli che col coming out trovano nuovi amici 

quelli che col coming out perdono gli amici

quelli che col coming out gli amici dicono, scherzi? non è un problema!... poi lentamente quegli amici spariscono

quelli che fanno coming out perchè non hanno più scelta

quelli che non fanno coming out perchè non hanno mai avuto scelta

quelli che sono sereni, indipendentemente dal coming out

quelli che non sono sereni, nonostante il coming out

quelli che fan coming out perchè l'ha fatto anche Tiziano Ferro

quelli che non fanno coming out perchè l'ha fatto Cecchi Paone

quelli che faranno coming out quando lo farà Formigoni...


...a tutti "quelli che il coming out": 
siate sereni e siate felici
e fate sempre come vi pare!

lunedì 16 luglio 2012

Operazione 3P: i risultati


Vi avevo tediato a metà marzo con la mia Operazione 3P, acronimo di Programma Pancia Piatta.
Avevo postato la mia voglia di avere un addome un po' più definito, ne avevo parlato qui e poi raccolto i vostri consigli qui. Avevo raccontato tutto il mio impegno che però aveva portato pochi risultati, poi avevo finito il post con queste parole:

Ma io me ne infischio della genetica. Voglio la pancia piatta. Voglio un guru, un personal trainer di quelli che trasformano gli attori holliwoodiani in strafighi nel giro di 6 mesi. Ma visto che non lo posso avere, sapete che vi dico? Semplice: da domani, anzi da oggi, mi RIMOTIVO! Chi la dura la vince!

E mi sono rimotivato. Ho fatto la plicometria subito in quei giorni in palestra e stasera l'ho ripetuta a distanza di 4 mesi per leggere tra i numeri se qualche miglioramento avveniva. Il mio personal trainer a distanza, chi insomma mi ha dato qualche dritta "giusta" e costruita su misura, è stato Teo, la schiena più bona tra i blogger, e a lui dico GRAZIE.
Si, grazie perchè i numeri che ne sono usciti stasera sono stati confortanti!
Ora, premettiamo che io ho 42 anni, il fisico mai l'ho avuto e mai l'avrò, ho un'ossatura piccola e l'adiposella carogna che vuole sempre saltarmi addosso,  ma questi risultati di oggi mi hanno dato la carica, o perlomeno il buonumore.

Insomma:
Il mio peso: 63 kg, nessuna variazione
Muscolo su Massa Magra, a marzo 56,95%, oggi 58,54. Insomma, 1,3 kg di muscolo in più ci sono che si sono aggiunti prevalentemente nel distretto superiore (petto, braccia, addome...)

% Grasso: 16,67 a marzo, ora 15,35%, Ho perso 0,8 kg di ciccia che non è poi molto ma le variazioni più significative  si sono notate proprio dove volevo lavorarci: ombelico (la pancetta brutta) e nel soprailio (le linee che scendono dai fianchi e che definiscono... e che iniziano realmente a vedersi) ^_^

Il report dice:
Lei pesa 63 kg, con il 15,35% di grasso, una percentuale ottimale. Se avesse il 15% come a lei consigliato, peserebbe 62,7 kg. Questo può essere considerato un obiettivo per lei, pertanto è consigliabile una riduzione di grasso di 0,26 kg. La sua percentuale di muscolo sulla massa magra è ottima. Il distretto superiore è buono, quello inferiore è molto buono. Si consiglia pertanto di mantenersi qualitativamente su questi livelli.

E invece no! Questi livelli non mi bastano. Perchè se mi guardo allo specchio l'autostima ha guadagnato troppo poco e soprattutto so che chi si ferma è perduto.

Combattendo con gli anni che avanzano, il metabolismo che rallenta, il moroso che si stufa... devo continuare imperterrito, un poco alla volta, 0,26 kg alla volta. Ma io la prova costume, per una volta la voglio vincere, in modo non dico dignitoso ma almeno "decente"!

Intanto il modello di questo post, che si chiama Ruben, mi da gli stimoli giusti, e se continuo a guardarlo mi stimola pure il lavoro di polso...

sabato 14 luglio 2012

Non ce n'è uno uguale all'altro

Singolare colazione stamattina quando, ancora assonnato e con i baffi di caffelatte, ancora non del tutto capace di intendere e di volere, reagisco al sottofondo della televisione, accesa su Rai5 dove danno "UBIQ - storie di giovani che inseguono un proprio sogno e che sono riusciti a realizzarlo costruendo tendenze cool e innovative"

Parlano col fondatore di THEYFIT, colui che è partito dalla semplice idea che se ogni uomo ha bisogno delle propria misura di scarpe per vivere in pieno confort, perchè non deve avere anche i preservativi su misura?

Quindi, considerando che i grandi marchi hanno in genere non più di 2 misure, la "regular" e la "maxi" per i più dotati, e rarissimi ne aggiungono una terza (la "mini" per i meno fortunati), lui ha voluto creare una gamma più ampia. Realmente molto più ampia! 95 tipologie di profilattici.

Cazzi lunghi, corti, stretti, larghi, mignon o superipermegadotati troveranno il condom che fa per loro.









Ho visitato il loro sito:
http://www.theyfit.co.uk/
ed è molto divertente. Si spiega la filosofia, il modo di recapitare il pacco con i preservativi anonimi perchè "per quanto riguarda le proprie misure la privacy è importante", c'è il confronto con gli altri prodotti già presenti sul mercato e LOL, il kit per l'automisurazione, da stampare, ritagliare e con cui rilevare il codice della misura che fa proprio al caso tuo.

L'idea non è in realtà una genialata, sappiamo bene che un condom standard si adatta alla maggior parte dei piselli in circolazione, e le 95 tipologie mi sembrano davvero un'esagerazione, ma il modo in cui è presentata e la possibilità di andare incontro a quella minor fetta di mercato che non trova il proprio condom adatto, potrebbero pagare.

Intanto io mi son divertito a testare la loro affidabilità on line. Senza kit ma inoltrando nell'apposita scheda le misure che conosco, nel giro di pochi secondi mi hanno spedito via e-mail il codice della mia taglia: (D11) N11

Comunque sia, che usiate i THEYFIT, o i DUREX, o gli AKUEL, o i SETTEBELLO, o qualsiasi altra marca, ricordatevi sempre che il gioco è bello quando è sicuro!
Play Safe! link
Ho parlato di misure anche qui
http://hereinthecloset.blogspot.it/2010/08/misure.html
e qui
http://hereinthecloset.blogspot.it/2011/04/pali-e-paletti.html

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