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giovedì 29 novembre 2012

I problemi del cazzo

Ci sono i cazzoni, lo sappiamo.
E ci sono i cazzini. Sappiamo anche questo.
Poi ci sono i cazzi normali, che son la maggioranza, i medi cazzi, i più diffusi.

La lunghezza di questo cazzo ad esempio non è un granchè:
e questo invece è un cazzo che già inizia ad essere interessante.

Troppi stanno lì a farsi le paranoie sulle misure e sottovalutano le proprie potenzialità. Spesso son pure convinti di averlo piccolo, di aver qualche problema mentre è, la maggioranza dei casi, un problema di prospettive.
In che senso? La visione del nostro pisello avviene da un'angolatura sbagliata. Dall'alto al basso non abbiamo la reale percezione della nostra natura. Una prova? Guardatevi allo specchio e noterete il tutto con maggior soddisfazione, e senza il bisogno di specchi che ingrandiscano.
Solo questione di prospettiva? Spesso si!
Una prova?
Eccola:
i due piselli di prima son proprio lo stesso pisello!

Quindi suvvia, uno sguardo allo specchio, petto in fuori, pancia in dentro e via a divertirsi. Che tanto com'è non lo si cambia. Quindi perchè impazzire?


mercoledì 28 novembre 2012

Voyeur in palestra

Ho una vita lavorativa abbastanza indaffarata (come quasi tutti d'altronde). C'è chi mi chiede perchè quindi faccio i salti mortali per andare in palestra possibilmente 3 volte la settimana anche in orari improbabili.
I motivi sono molti:
-per il benessere fisico: il mio corpo sente il beneficio della sollecitazione delle sue fibre muscolari, c'è la necessità di stare e sentirsi in forma;
-per il benessere psichico: la palestra è il luogo per un po' di socializzazione extra-lavoro oppure per staccare dal mondo esterno (cuffie nelle orecchie e iPod con le mie scelte musicali), il luogo per scaricare le tensioni e le ansie con una corsa intensa o per rilassarmi in sauna;
-per un piacere estetico: coltivare un minimo di dignità e dare un minimo di forma al mio corpicciolo;
-per la salute degli occhi: si, perchè chi frequenta un po' le palestre sa bene cosa gli occhi possono vedere e quali benefici possa portare l'esercizio di messa a fuoco da vicino e da lontano ;)

Per quest'ultimo motivo ho scelto appositamente:
-una palestra grande e molto frequentata (più si è più vi è la possibilità di trovare manzi);
-una palestra con ampi spogliatoi;
-una palestra con le docce aperte: nessun divisorio, nessuna tenda, ma un'unica area comune dove lavarsi tutti insieme appassionatamente.
lavarsi, ho detto!
E vi assicuro che gli sforzi e le corse per andarci, o il costo dell'abbonamento, son sempre ben ripagati per quello che si vede.
Guardate questa ripresa fatta di nascosto e trovata in rete per rendervi conto: visioni come queste non hanno prezzo.
Tenendo conto che tipi così spudoratamente strafighi e bonazzi, pure nella mia palestra ci sono e me li godo anch'io, nudi sotto la doccia.
Tenetevi forte e mani a posto durante la visione!
Da urlo!
(E voglio conoscere la vostra reazione!)
video

martedì 27 novembre 2012

Recondita armonia

Lunedi sera, palestra piena intasata. Al solito.
Rivedo Brix, che non incrociavo da quasi un mese. Sempre un gran bellissimo vedere, soprattutto quando me lo godo nudo nello spogliatoio. Anche stasera, stessa scena, mi son ritrovato in doccia con lui e Cazzellotto, come vi avevo già raccontato in quest'altro post.
il fisico di questo è molto simile a quello di Brix, aggiungete però un pettorale grande e un pisello più grosso
Faccio la mia scheda e mi guardo attorno.
Ci son proprio tanti bei maschi. Sono molti quelli che mi piacciono. Dai bellissimi, che quelli piacerebbero a tutti, ai normali che però hanno una qualche caratteristica che mi intriga. Chi una bella barba, chi gli occhi scuri, chi un bicipite disegnato, chi gambe tornite, chi un sorriso che compra.
Mi guardo attorno e li desidero.





Mi sento come Cavaradossi, nella Tosca di Puccini.
In che senso?
Lui, pittore, sta dipingendo la Maria Maddalena. La dipinge bellissima, raccogliendo i canoni di bellezza che più lo ispirino. Cavaradossi è eccitato, galvanizzato dalla bellezza della donna che dipinge, che non è la sua donna. La sua donna è Floria Tosca, mora, mentre la Maddalena nel quadro è bionda. Tosca ha gli occhi scuri, la Maddalena azzurri.
Nella sua testa una miscellanea di bellezze.
Esaltato da cotanto splendore inizia la prima romanza della Tosca, la "Recondita Armonia".
Solenne, a gran voce: "Recondita armonia di bellezze diverse..."

Anche Cavaradossi ha in mente varie immagini di bellezza e cantandole ne esalta, le distingue, le dettaglia.
Un farfallone? Come (In)co?
Dal cuore occupato ma con l'occhio lungo?

A volte mi arriva nel blog questa domanda: "Ma L. non è geloso?".
Ok, continuo a spiegare, ma devo fare ancora il Cavaradossi.

La romanza continua e, dopo aver declamato a gran voce la bellezza di questi generi femminili, abbassa il tono e quasi sussurra "L'arte nel suo mistero, le diverse bellezze insiem confonde", su poche note, come un recitativo, quasi bisbigliato.
Ma attenti perchè ora arriva il senso: la romanza riprende, riprende la spiegazione e riprende con lo stesso identico tema musicale della prima strofa, quella solenne Recondita armonia. Le stesse identiche note a richiamare il principio.
Ma qui la voce è ancor più forte, la solennità lascia spazio all'estasi, alla gioia. "Guardando questa donna il pensiero torna a te, la bellezza altrui mi riporta a te, 
il mio sol pensier sei tu..."
E gran finale grida a gran voce il nome del suo amore, la sua Tosca!

Voglio dire: dopo aver ammirato Brix. e tutti gli altri, nella mia testa c'era comunque L. e, uscendo dalla palestra l'ho subito dovuto contattare.

Provate ad ascoltare ora il brano con il grido d'amore di Pavarotti... Giusto per spiegare il cuor che scoppia!

Recondita armonia di bellezze diverse!
È bruna Floria, l'ardente amante mia.
E te, beltade ignota, cinta di chiome bionde,
Tu azzurro hai l'occhio,
Tosca ha l'occhio nero!
L'arte nel suo mistero,
le diverse bellezze insiem confonde...
Ma nel ritrar costei,
Il mio solo pensiero,
Il mio sol pensier sei tu,
Tosca, sei tu!

sabato 24 novembre 2012

La voglia di giocare

Commenti, risate, scherzetti via sms o e-mail tra me e L. in questi giorni.
"Guarda che bello questo!, hai notato quell'altro?, ti immagini ad averlo per le mani? solo per le mani? non sai che gli farei..."

Insomma, l'amore è impagabile e il coinvolgimento dei sentimenti non ha prezzo. L'intensità, la pienezza, quella sintonia di cuori, quel capirsi e accogliersi anche solo con un respiro. Rinunciarci? Spero mai più!

Poi entra in gioco un altro aspetto, e questo "poi" non è un "ma" che limita l'oggetto o lo oppone rispetto a ciò che ho detto, ma si trasforma forse più in un "anche". La voglia di quel piacere di giocare, di tornare a scoprire figure nuove, la leggerezza dell'incontro e di un corpo senza impegno. Sarà il richiamo di quell'imprinting avuto nelle prime esperienze: le seghe con gli amici, gli sguardi agli altri, lo scoprire i corpi nudi di chi mi intrigava... Un richiamo che si fa presente.

Se ne parlava al telefono io e lui l'altra sera. Parole che restano solo fantasie, o forse no, e che è giusto che rimangano tali, o forse no.
Ma se c'è una cosa che sto imparando è quella del non nasconderle, a me, a lui (che le esplica altrettanto), a voi che leggete, anche quando si farebbe un miglior figurone a raccontarci sempre come un cuor solo e un'anima sola.

Ma questa voglia della scoperta di un corpo nuovo, del gioco con un'altro, lo stupore di un primo incontro, a voi non appartiene?

mercoledì 21 novembre 2012

L'etero & the falling soap


Ricordo i pomeriggi adolescenziali, ragazzi del muretto a chiacchierare tra un giro e l'altro in motorino.
Ricordo i giorni delle scuole superiori e le battute tra compagni di banco.
I tempi di una sessualità più parlata che agita e sempre, come una costante, la solita battuta sullo "stare attenti alla saponetta che cade" che si rischia di prenderlo in culo. Un classico.
Da adolescenti il tutto veniva anche accompagnato da gesti simulatori, il contatto fisico a quell'età è meno castrato, e così era possibile vedere il bulletto che mimava strusciandosi sui jeans del compagno il quale ritraeva subito il culo con un "ahò, ti sei sbagliato!".
Adolescenti.

Non solo! Le stesse battute, ad esclusione dei gesti agiti, le vedo spessissimo nello spogliatoio della palestra al termine del corso di spinning. Uomini maturi che intasano le docce e, chissà come, forse stuzzicati dalla goliardia o imbarazzo che crea il momento di nudità collettiva, sempre se ne escono con la storia della saponetta (ancora oggi che tutti, di fatto, hanno il docciaschiuma in flacone). Ma "simpaticamente", l'allusione all'inculata arriva.


Che poi, se ci fate caso, questa battuta la sentite dire in genere dai gay? Oppure riscontrate che i gay, quatti quatti se ne stiano sempre lì ad aspettare il malcapitato che si china per approfittare del suo orifizio? Così, impunemente? Violentemente? Come se qualunque cesso di uomo fosse appetibile da volerselo scopare?

A me sembra che l'insistenza su questo tema arrivi proprio e quasi esclusivamente dagli etero, che "ah ah", sfottono il frociarello ma intanto palesano un chiodo fisso, probabilmente agito poco, male, o mai.
Insomma, come accade in tanti contesti, non è che anche in questo caso le paure non sono altro che l'espressione più o meno velata di un desiderio?



martedì 20 novembre 2012

Spaccaculo


Se volete capire l'effetto prorompente che si crea dopo che un bonazzo ti ammicca, ti passa di fianco e, senza una parola ma solo mostrandoti il culo, ti invita ad un bagno nudo in piscina con lui, non perdetevi questo video.
Naturalmente l'invitato non se lo fa dire due volte e accetta di buon grado e prontamente. Così basta spogliarsi e immergersi per avere velocemente un pompino, in gran parte subacqueo (una forma di snorkeling?)



Ma il bello deve ancora venire, ed arriva quando dalla piscina ci si trasferisce in camera da letto. Si riparte col pompino ma presto si passa a fottere ed ecco l'effetto di cui vi dicevo prima. Verso la metà del video, l'attivo non è uno scopatore qualunque ma letteralmente un trapano, anzi un martello pneumatico.




La sessione prevede foga in più posizioni e i gemiti e le urla del passivo (usate l'audio per questo video!!!) e i suoi morsi al cuscino raccontano molto delle sensazioni provate.



Tutto molto forte, deciso, maschio... direi in una parola "spaccaculo". Ma ciò non vuol dire violento od estremo (che aborro). Lo dimostra infatti la soddisfazione finale e il bisogno di baci romantici per chiudere in bellezza.

P.S.: questo è un video da segone a due mani! Enjoy!!!

In piscina - parte 1
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In camera - parte 2
video

La scopata - parte 3
video

domenica 18 novembre 2012

In braccio

E' stato un accogliere nelle mie braccia il mio L., come la vergine madre nella pietà di Michelangelo, che ieri sera andava coccolato.
Raffreddato e dopo una giornata di lavoro passata tutta al freddo e senza soddisfazioni , l'ho stretto forte e dopo qualche bacio si è sdraiato verso di me.

Tutto da cullare. L'ho tenuto in braccio. Una roba da tenerezza maschia, mica bruscolini.
Da quella posizione i miei baci, le mani che s'infilano sotto la sua maglia, le dita veloci che aprono la sua patta dei pantaloni e subito affondare la mia bocca laggiù. Il mio braccio sinistro che regge sempre la sua testa poi ancora i baci e ancora la lingua giù all'addome, sollevar la maglia e risalire fino ai capezzoli, leccati e morsicchiati.
Ancora baci e un po' di coccole ma poi la tensione sale, la foga pure. E così a spogliarsi completamente e vicendevolmente soddisfare certi pruriti. Prima lui, poi io.

Insomma, dalla fase "vergine madre" a "diavoletti", con tutto quel bollore che ha aiutato il raffreddore a sparire almeno per un po'.
Forse è questa la cura efficace, ai malanni di stagione e ai raffreddamenti del cuore, ma... non ditelo a nessuno!

venerdì 16 novembre 2012

Letto svedese


Queste sono le conseguenze permanenti per tutta la mia mattina dopo aver ritrovato immagini e ricordi e coltivato pensieri che preparano all'incontro di domani:
tutto torna alla nostra prima vacanza, nel primo anno d'amore, nella nostra casetta svedese (link). Dopo mesi di fugaci incontri in auto e camporelle, avevamo finalmente per noi un letto, un letto che significava addormentarsi e risvegliarsi insieme e dormire vicini.
Ma un letto era anche la possibilità di sperimentare posizioni nuove rispetto a ciò che l'auto ci permetteva e così, nella foga delle nostre notti si "esagerava" e si osava qualcosa di diverso. Fino a che, una mia spinta eccessiva, il mio amore che scivola giù dal letto ed io con una torsione mi ritrovo così. Proprio così:
Abbiamo particolarmente apprezzato entrambi. Neanche una parola in quel momento ma alla fine, stremati, L. se ne esce con un: "Però!". Di soddisfazione.

mercoledì 14 novembre 2012

Corri Forrest, corri!

Vorrei stare tra le braccia del mio uomo
e farci l'amore come piace a me: 
dolce dapprincipio, con il fuoco che aumenta e che poi mi porta a spingere con foga



Variare posizione, stringerlo, afferrarlo davanti, dietro, sul fianco... oh, com'è bello pure sul fianco quando poi gira la testa verso di me e allunghiamo il collo per baciarci mentre sono in lui

Invece...
la mia vita è un continuo correre e correre e non c'è mai tempo. E la distanza e gli impegni lavorativi suoi e quelli miei e così ci si vede poco. 
Poi gli impegni presi, mattine di levatacce, la socialità, la cortesia agli amici, il saluto a questo e la visita per la nascita del pargolo all'altro, la cena definita settimane prima, tutti momenti belli per carità... ma li vivi sempre di corsa e hai l'agenda sempre tutta definita.
Non dico balle se dico che era dalla scorsa settimana che neanche mi "toccavo". Non c'è tempo e crollo la sera sfinito.
Ma ieri sera mi son ritagliato i miei 5 minuti: bisogna pure dare risposte al proprio corpo anche quando ci son momenti che manco avresti tempo per fermarti a far la cacca. Solo 5 minuti
Così caricato di bisogno e desideri ti senti ancor più pirla, come Forrest Gump: tutti ti dicono di correre e correre, tu neanche più capisci il perchè.
E ti trovi poi a esplodere e a vivere anche di corsa quei momenti dove avresti bisogno di stare in pace ad ascoltar te stesso e a preparare nella tua mente il prossimo incontro.

lunedì 12 novembre 2012

I motti e gli errori


Accettare di esser gay, smettere di resisterti, lasciarti andare, buttarti nell'incontro, vivere la tua sessualità, dare sfogo ai pruriti, metterti in gioco in un'esperienza affettiva... è questo il mio vissuto di questi ultimi tre anni. Beh, che dire? Cominciare a far questo a 39 anni è stato in effetti un po' tardino ma, l'adagio dice "meglio tardi che mai" (con gioia e per fortuna dico che è vero).
C'è però un aspetto da considerare e sta in un altro motto che insegna: "ogni cosa a suo tempo". Credo sia vero anche questo.

L'innamoramento, la fase svolazzante da un fiore all'altro, imparare a distinguere i pruriti dagli affetti, a conoscersi nella propria interiorità sentimentale sono esperienze che appunto si tendono a fare da giovani, nella fase in cui ci si forma. Ritrovarsi a viverle a 40 anni si può anche provarci, direi anche ci si può riuscire, ma è un po' come imparare a scrivere senza aver mai preso in mano la penna, come spiegare le Macro di Excell alla cara zia Diomira che non sa usare neppure il mouse. Tutto si può imparare ma la fatica è elevata alla potenza e gli errori che ci scappano pure (ma zia Diomira, se persiste, imparerà!)

Ho imparato il sesso, ho imparato a conoscere le risposte del mio corpo, ho imparato a starci bene, a goderne, a stupirmi, ho imparato che anche in questo aspetto non si finisce mai di imparare. Questa del sesso è stata la parte più facile (e decisamente più piacevole).

Il difficile è imparare l'alfabeto dei sentimenti, dell'interazione, del rapporto, dell'ascoltarsi e dell'ascoltare. Su questo ci hai letto migliaia di libri; hai visto, sentito, ascoltato centinaia di esperienze eppure, questo alfabeto lo impari sulla tua pelle perchè non ha regole definite e se ci sono, vanno plasmate su di Te e sulla Tua coppia. Nella fatica ad imparare, gli errori arrivano. Inevitabili.

A sbagliare a 16 anni, chissenefrega, hai una vita per imparare; sbagliare ora invece ti fa più paura, non solo perchè hai l'impressione di aver meno tempo per imparare ma anche perchè il tuo errore viene percepito dai tuoi pari come grossolano e banale e quindi anche più giudicabile. Loro, gli altri, queste fasi le hanno già superate, hanno capito, hanno imparato. Così, il giudizio è una fatica in più per chi come me ha sempre esercitato su di se una certa rigidità. Ma è da un po' che voglio comunque usare più misericordia verso me stesso, a costo d'apparir banale, a costo di sbagliare. Ormai me ne frego del giudizio (diciamo che invece no, però mi sembra giusto provarci).
Io comunque lo so: ogni cosa a suo tempo ma chi è in ritardo s'affretti. Senza però collassar per stare ad un passo che non è il suo.
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