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sabato 30 marzo 2013

L'uomo giusto

Non ce ne sono di storie. Ci sono gli uomini che son giusti per te e quelli che non lo sono.
Lui lo sarebbe. Per me di sicuro, ma credo anche per molti di voi.
Giusto è giusto in bellezza, incanto e fascino. Il suo nome gli fa "giustizia" chiamandosi Justice.
Justice Joplin all'anagrafe. Neo modello e neo attore, ex giocatore professionista di football americano, 25 anni (nato il 30 dicembre 1987) del Tennessee.

Un americano bonazzo al 100% che sarebbe giustissimo per passare tra divano e letto la piovosa e invernale giornata di Pasqua.
Si lo so, lui preferirebbe andare in spiaggia...
e fare la classica gita fuori porta, ma mica è colpa mia se guardando fuori dalla finestra non si vede neanche una rondine o una gemma sugli alberi.
Dai, restiamo in casa allora, che ci divertiamo lo stesso... Io gli farei...

'spetta che ci penso...
ecco, si, gli farei tante foto per allargare il suo book fotografico che pare già molto promettente:









E poi gli farei...
un provino!
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Voi non l'avreste confermato dopo riprese del genere?
Lo guardo e lo riguardo e... per me è Sì!

BUONA PASQUA, in bellezza, a tutti voi!

venerdì 29 marzo 2013

Che l'amore si fa in tre... Ciao Poeta!


Io e te, io e te che ridevamo
io e te che sapevamo:
tutto il mondo era un bidone da far rotolare... 
sì perchè, la bellezza dei vent'anni è poter non dare retta 
a chi pretende di spiegarti l'avvenire
e poi il lavoro e poi l'amore... 
sì ma quì, che l'amore si fa in tre, 
che lavoro non ce n'è
l'avvenire è un buco nero in fondo al tram 
sì, ma allora, ma che gioventù che è, 
ma che primavera è.. 
e la tristezza è lì a due passi, e ti accarezza e ride, lei. 

Sì ma quì, che l'amore si fa in tre, 
che lavoro non ce n'è
l'avvenire è un buco nero in fondo al tram
sì, ma allora, ma che gioventù che è, 
ma che primavera è.. 
e la tristezza è lì a due passi, e ti accarezza e ride, lei

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Avrò avuto 22-23 anni quando andai nel nostro piccolo teatro a sentire un concerto di Jannacci.
Ci andai solo per riempire una delle sere vuote, in quella provincia dove non succede mai nulla, convinto di non trovare niente più che quel cantante che mai avevo amato, tutt'al più un po' divertente con Vengo anch'io no tu no, La vita l'è bèla, Ci vuole orecchio.
Sapevo anche che c'era qualcosa di politico nelle sue canzoni conoscendo la satira di Ho visto un re ma la mia conoscenza non andava oltre.
Era un concerto per vecchi, da vecchi.
Comunque noi 5, una macchinata di ragazzi, barba primo pelo appunto, al concerto tanto per far qualcosa di diverso.
Calò il silenzio e arrivarono i brividi. C'era un Jannacci che non conoscevamo: serio, poeta, cantastorie di vita semplice, urbana e affaticata, grandissimo musicista. Suggestivo. Con quella voce sempre nasale e impastata alla tv e invece intima a teatro. Un cantante che ti porta la malinconia umida delle notti di nebbia lombarde, tant'è che ho sempre pensato che solo a chi vive nella grigia lombardia potesse comunicare veramente tutta la sua essenza.
Fu una rivelazione. Per noi, 5 ragazzi ai quali servì un concerto per tornare a casa con una lectio magistralis sulla fatica della vita e la necessaria rabbia e ironia per affrontarla.
Lo conobbi quella sera e non se ne andò più. E' anche nel mio iPod.

Ma stasera ci hai lasciato tu. Ciao Enzo. Ti ringrazio. Grande poeta dell'ultima umanità.

martedì 26 marzo 2013

La 99ma notte

Merda di una malinconia. Ogni volta che c'è un desiderio irrealizzato o un amore impossibile, ogni volta che c'è una sconfitta che venga dal di fuori o nasca da te, io mi ritrovo col groppo in gola. E' il mio punto debole.


Una volta un re fece una festa e c'erano le principesse più belle del regno. 
Ma un soldato che faceva la guardia vide passare la figlia del re. Era la più bella di tutte e se ne innamorò subito. Ma che poteva fare un povero soldato a paragone con la figlia del re! 
Basta! Finalmente, un giorno riuscì a incontrarla e ce disse che non poteva più vivere senza di lei. E la principessa fu così impressionata del suo forte sentimento che ci disse al soldato: "Se saprai aspettare cento giorni e cento notti sotto il mio balcone, alla fine, io sarò tua!"
Minchia, subito il soldato se ne andò là e aspettò un giorno, due giorni e dieci e poi venti. 
Ogni sera la principessa controllava dalla finestra ma quello non si muoveva mai. Con la pioggia, con il vento, con la neve era sempre là. Gli uccelli ci cacavano in testa e le api se lo mangiavano vivo ma lui non si muoveva. Dopo novanta notti era diventato tutto secco, bianco e ci scendevano le lacrime dagli occhi e non poteva trattenerle ché non aveva più la forza manco per dormire... mentre la principessa sempre che lo guardava. 
E arrivati alla novantanovesima notte il soldato si alzò, si prese la sedia e se ne andò via
--------------------
Ora ho capito perché il soldato andò via proprio alla fine. Sì, bastava un'altra notte e la principessa sarebbe stata sua. Ma lei poteva anche non mantenere la sua promessa. Sarebbe stato terribile. Sarebbe morto. Così invece, almeno per novantanove notti, era vissuto nell'illusione che lei fosse lì ad aspettarlo.
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Certe attese sfiniscono, certe sconfitte devastano.
Speri solo in un abbraccio che ti salvi

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[da Nuovo Cinema Paradiso]

domenica 24 marzo 2013

Alone


Ho passato un week end in terra iberica.
E' stato piacevolissimo, ha rigenerato la testa, ritemprato il fisico.
C'era il sole, c'era il caldo, c'erano corpi liberi, ragazzi a torso nudo nel parco.
C'era il mio stupore per ciò che vedevo, il divertimento con gli amici, la buona cucina, una mezza giornata in spiaggia a lasciarsi intiepidire le ossa da questo inverno che sembra non finire mai.
Mente libera e occhio appagato!

Un viaggetto la prima volta dopo la fine della mia relazione.
Tutto è filato bene, liscio, ma ammetto che la malinconia si alimentava rientrando in hotel, in quella camera accogliente, su quel letto matrimoniale.
Non è ch'io abbia avuto moltissime occasioni durante la mia storia amorosa, ma in questi ultimi due anni la situazione "camera d'albergo" si è associata al pensiero dello stare a letto con il mio uomo.
Far l'amore, fare sesso, nel contesto libero di una camera diversa, dormire insieme, risvegliarsi e fare sesso ancora.
Alone, (əˈləʊn) si dice in inglese. Significa semplicemente "da solo".
Non ero in una situazione di tristezza, ne depressiva, ma un po' questo essere "alone" si sentiva.
Ripartirei di nuovo ora, tant'è stata la bellezza del week end ma "alone" è ciò che era comunque presente. Non solo in inglese, anche in italiano. Un alone, nel senso di una macchia, una traccia un po' sbiadita ma ancora presente di ricordi che non vanno via.
E la voglia dell'amore su quelle lenzuola di una camera non mia.







 



Invece...


lunedì 18 marzo 2013

Quanto (non) son bello!

Ti piace o non ti piace? E' l'uomo per te oppure NO?
Tutti vorremmo per noi un amore bello, se non bellissimo.
Ciascuno però ha i suoi gusti, e ciò che piace a me non è detto piaccia a te. "Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace" è la tipica frase che consola e convince.
Quindi, ad ognuno il suo "piacere", ce n'è per tutti i gusti.




 




intanto ditemi, tra questi, chi è il vostro favorito...
il mio è sicuramente quest'ultimo! :P
Dicevo, tutti vorremmo un "amore" bello. Poi, di fatto ci sono anche i "brutti". Ed è antipatico anche solo definirli così. Come ho postato uomini belli potrei ora fare una ricerchina su google immagini e scrivere "ugly guys", postarli, ma sarebbe offensivo e forse, stronzo.
La bruttezza è in un certo qual modo un tabù!

Ma i brutti anatroccoli esistono, anzi, diciamolo... abituati a confrontarci con cotanta merce come quella postata qui sopra, in molti ci percepiamo brutti o bruttini, anatroccoli che in cigni non si trasformeranno mai. Sino all'incontro di un amore che cambia la propria percezione di se.
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Una delle dinamiche, banalmente adolescenziali, ma che ho vissuto, alla fine del mio rapporto con L. è stata quella del "non gli piaccio più". Lo dico con vergogna, ma l'ho vissuta.
So esattamente che il motivo della rottura non è stato quello: ci sono state altre fatiche, altre situazioni, un fuoco che è andato a spegnersi e che ha portato alla rottura: Fran!
Però nella mia testa mi dico che quelle fatiche e dinamiche c'erano anche prima, ma prima si affrontavano, si superavano, ora invece... in soldoni, se non se ne ha più voglia è perchè, appunto... "non gli piaccio più".

Questo non accade se il tuo livello di autostima è alto. Quand'è così ti rispondi "non sa cosa si perde, è stato lui lo stronzo, ne trovo di meglio, è andata così..." Quando invece, guardandoti allo specchio, ti guardi e non ti piaci ecco che questo pensiero agisce. Anche se è un falso pensiero.

Un falso pensiero perchè tu sei tutto sommato quello di sempre:  prima, l'amore l'avevi trovato anche da "bruttino come sei". Con grande probabilità quel "non piaccio più" ha a che fare con altri aspetti. Non gli piace più come mi comporto, come penso, come mi muovo con lui...

Perchè se fosse solo per l'aspetto fisico, se ti guardi attorno, lo vedi che c'è possibilità di relazione per tutti: belli e brutti.
Come sai pure bene, che non è sull'esteriorità che si "incontrano" le persone. Te lo dicono dalle elementari: non è la bellezza che conta.
Una persona ti affascina per ciò che pensa, per quello che dice, per il modo in cui pensa e dice, per come ti sa mettere a tuo agio, per come è semplice o complicata, per come ti accende o ti rassicura. Tutte caratteristiche che, per assurdo, potresti anche non trovare nel miglior manzo...
E così capita che  "Pensa che quello non è bello, però... mi ha preso il cuore" ti ritrovi a dire. Oppure, "pensa, io son così brutto eppure gl'interesso" (io addirittura mi dico che non mi innamorerei mai di uno come me, visto che autostima?).

Credo ci siano alcuni aspetti da considerare: il primo è quello che io chiamo "lo sguardo abituato". Persone che al primo impatto ti sembrano esteticamente brutte, o sicuramente non nei tuoi canoni, col passare del tempo le vai a rivalutare. "Perchè dicevo che era brutto?", ti vai a chiedere. "Non è poi male". Ci si abitua ai suoi tratti e si ricompone un'immagine meno sgraziata rispetto ai primi approcci.
Vi è mai capitato?

Un altro aspetto è quello che chiamo "lo sguardo filtrato": le esperienze, la frequentazione, la vicinanza, la conoscenza di una persona, ti portano ad apprezzarla e a sentire una importante empatia. Come un filtro fotografico, la tua visione viene ora colorata da caratteristiche che abbelliscono quella persona ai tuoi occhi.

Così funziona un po' il mondo e così le persone si incontrano, si conoscono, si piacciono, si innamorano.
E trovi quel goffo compagno di classe che veniva sempre deriso da tutti, felicemente sposato con una graziosa mogliettina. Che bello!

C'è posto per tutti, c'è spazio, possibilità per tutti. Sottolineamolo perchè E' VERO!

Ma come la mettiamo se invece vengono a mancare le possibilità, le occasioni di "abituare" e "filtrare" lo sguardo? 
Penso alla mia vita ma anche a tutti quelli la cui possibilità d'incontro si riduce a situazioni occasionali e istantanee. Che sia un luogo di cruising, che sia una sauna gay, che sia una chat on-line o via grindr, ciò che crea l'occasione è l'immediatezza fisica.
E qui nasce una discriminazione: se madre natura ti ha fatto caruccio, fisicato, con un bel volto o una interessante dotazione hai molte chance. Se sei un "medio-man" le chance si riducono ad "alcune fortuite occasioni", se invece sei bruttarello, ottieni sempre un "scusa non sei il mio tipo" o addirittura nessuna risposta (essere invisibile è la cosa che fa più male).

Il problema allora non può essere solo ridotto alla bellezza o alla bruttezza. Il problema va ricondotto alle modalità di socializzazione, alle occasioni di frequentare le persone, alle situazioni di conoscenza che nascono spontanee esulando da situazioni da acchiappo.
E' lo stare con le persone e conoscerle che ci permette di assaporare l'altro, farcelo piacere e piacere loro. Incontrarsi.
Quindi basta trovare
 il modo
e/o il luogo
e/o le occasioni
per frequentarle queste persone. Per me e per tutti quelli che stanno nell'armadio e che vivono lontani dai grandi centri aggregativi, dalle città, dai club... questo è un piccolo, piccolissimo, dettaglio in più.

Quindi la bellezza lo so bene che non conta, ma se fossi nato bello avrei avuto molte più possibilità!

E invece non sono così. Stronza di una vita!
;)

domenica 17 marzo 2013

Papà,martedì è la tua festa. E io sono gay


Rob Portman era un leone della destra america conservatrice e non perdeva mai occasione per ruggire contro i matrimoni omosessuali e in generale contro i diritti dei gay. Finchè una sera, suo figlio...

Ascolta questa vicenda raccontata da Gramellini a "Che tempo che fa"
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"La vita deve avere un debole per noi, cretini potenziali, perchè ci manda ogni tanto dei segnali. Li manda con la posta più rapida. Quella che arriva al cuore"

"Il problema non è chi cambia opinione, ma chi la cambia in malafede. Quelli che mi piacciono ancora meno sono quelli che non cambiano mai opinione, per paura di divorziare da un pregiudizio"

"Rob Portman e il figlio coraggioso" - dal The New Yorker

giovedì 14 marzo 2013

Schopenhauer

Dormi col tuo peluche...


 ...mangi i cereali nel tuo bel tazzone...


...leggi i fumetti, quelli belli! Figata!!!...


...ti diverti con la console...



...fai un po' di esercizio fisico


e poi ti chiedi: ma che cazzo ho da ridere se son qui  solo?

Ciò che rende socievoli gli uomini 
è la loro incapacità di sopportare la solitudine 
e, in questa, se stessi.
(Arthur Schopenhauer)

(Il bonazzo del servizio è il modello Parker Hurley)

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