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Tutto sulla Finlandia

...o tutto su di noi?
...è come uno di quei film schematici e irritanti in cui il protagonista finisce per diventare esattamente quel che più teme di diventare, lotta per non diventarlo, ma poi lo diventa ugualmente, perchè è nella natura della storia stessa che lo diventi, e così, dopo molte resistenze e molta fatica, impara a convivere con ciò che più teme, e poi ce ne andiamo a casa sollevati, perchè per quale ragione non potremmo imparare anche noi a convivere con ciò che più temiamo, visto che quel protagonista, che non è per niente migliore di noi, è riuscito a conviverci, questo è quel che vogliono farci pensare, e spesso funziona, l'ho notato, ma con me non funziona, sono cocciuto come un mulo io, un maledetto testardo, in molti sensi, perciò al diavolo anche me... 


Erlend Loe - Tutto sulla Finlandia
“Sogno acqua, di nuovo… e ho sentito dire che sognare acqua significa cambiamento e ogni volta che sogno acqua penso: maledizione, ancora cambiamento. Non avrà mai fine?” 
E come acqua fluiscono i pensieri e le emozioni del protagonista in un esilarante e fantasioso guazzabuglio che tutto investe, deformando in chiave ironica ogni aspetto, banale o meno, del quotidiano. 
La resistenza al fluire della vita assume spesso aspetti tragicomici: ci si può trovare ad esempio a ottenere con l’inganno, nientemeno che dall’Ambasciata finlandese, l’incarico di redigere un opuscolo turistico che racconta “tutto sulla Finlandia”, pur non essendoci mai stati, mentre la propria automobile viene rimossa per il terzo anno consecutivo, perché in divieto di sosta nell’unico giorno di festa nazionale. 
Ma il cambiamento irrompe spesso inaspettato nelle nostre vite, come l’esortazione a “guidare con prudenza” pronunciata da quella giovane donna dietro lo sportello del deposito comunale, che porterà il protagonista a parcheggiare di nuovo la macchina in sosta vietata, a vagabondare per un’identica eppure sconosciuta Oslo alla ricerca di un ragazzino in difficoltà e a correre la staffetta di Homlenkollen. Travolto dal panta-rei dell’esistenza, questo bizzarro, sensibile e metodico trentenne di Oslo, ormai lontano dalla sua artificiosa e difensiva autoconvinzione di felicità, si ritrova immerso in straordinarie avventure ordinarie all’insegna del contatto con gli altri e, mentre tenta inutilmente di riunire strampalate e inadeguate informazioni turistiche che dovrebbero convincere i norvegesi a visitare la Finlandia, trascina il lettore in un fluire ininterrotto di riflessioni, pindariche associazioni mentali e stravaganti digressioni che, da un lato, mettono a nudo gli aspetti assurdi e grotteschi della quotidianità e, dall’altro, riflettono con tenerezza sulla complessità degli esseri umani e sulle difficoltà che spesso essi incontrano nel confrontarsi e adattarsi alla realtà che li circonda.


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