Google Website Translator Gadget

domenica 15 gennaio 2012

La vergogna è la solitudine

Pensieri sulle non-relazioni

Non ho mai scritto tanto di film come in questo periodo sul blog. E non voglio trasformarlo in un blog di cinema, ma anche oggi mi sono imbattuto in un film, Shame, che mi ha molto coinvolto e in parte sconvolto. E quindi devo raccontarlo qui.

Bene, se vi avviciniate a Shame per vedere il nudo integrale di Fassbender, sappiate che non dovrete attendere molto. I suoi attributi verranno esibiti nei primi minuti del film e raccontano da subito la nudità, la fragilità, del suo personaggio, Brandon, newyorchese con un buon lavoro, un bell'appartamento, la possibilità di togliersi ogni sfizio, ma con un problema di dipendenza da sesso che rende inquietante e difficile la sua vita affettiva. Brandon ha una sorella, Sissy, ancor più fragile di lui, che cerca di stabilirsi nel suo appartamento e il fatto rende ancor più complicata la gestione delle sue pulsioni sessuali e le difficoltà relazionali.

Il film è un grigio viaggio allucinato e allucinante, con personaggi estremi, in un girone infernale di perdita della propria coscienza e del controllo di se accompagnato da una coinvolgente colonna sonora che passa dal minimalismo in stile Nyman alle variazioni Goldbergh bachiane.

Nel film, il costante accesso alla pornografia, o il sesso e la masturbazione che diventano chiodo fisso non più gestito, non sono la "vergogna" che da il titolo alla pellicola quanto piuttosto invece lo è la solitudine degli affetti, tale da rendere i personaggi anestetizzati e impermeabili ai sentimenti, incapaci a costruire relazioni affettive significative e quindi di vivere.
Una bella riflessione anche sulla "mia" vita dove le relazioni affettive vissute a distanza e con cadenza troppo frammentata rischiano di appagarsi nel quotidiano solo nello spazio virtuale di un blog, di un porno, in attesa dell'incontro che arriva sempre troppo in là nel tempo.
Una vergogna una vita così. O meglio... come dire... un peccato.

Il trailer

28 commenti:

  1. ho letto su vanity un articolo in merito al film, che poi faceva da ponte per affrontare il tema vero e proprio delle molteplici dipendenze sessuali,
    certo se poi dobbiamo fare come quando si legge di una qualche malattia e ne avvertiamo subito i sintomi dobbiamo fare attenzione...e capire se è il caso di allarmarci...

    RispondiElimina
  2. (In)co sei una fonte inesauribile di spunti, oggi ho visto C.R.A.Z.Y. ... che botta emotiva! Continua pure a dare notizia di ciò che ti ha dato qualcosa... è un bellissimo modo di condividere il tuo! Bravo!
    F :)

    RispondiElimina
  3. Ma è in italiano? ...dove lo trovo? ...me lo linki? :D :D

    RispondiElimina
  4. IM SO GUY
    Lo trovi al cinema :)

    (In)co, ancora una volta grazie per i tuoi commenti, così pieni di vita..fanno davvero venir voglia di vedere questi film da te consigliati.
    Per quanta riguarda "Shame", avevo già in testa di andarmelo a vedere. Ora ne ho praticamente la certezza. Un piccolo appunto per i due protagonisti: Michael Fassbender, una delle rivelazioni di quest'anno cinematograficamente parlando e in odore di nomination agli Oscar e la sorella, una Carey Mulligan in continua crescita.

    RispondiElimina
  5. Spero di riuscire a vederlo, chissà se riesco a portarci anche gli amici?
    In, dici sia il caso dato il genere di film?
    LC

    RispondiElimina
  6. La vergogna può e deve affiorare solo quando il sesso, il porno, il materiale, soffoca, reprime ed annulla il sentimento, l'anima, le relazioni.
    Al di fuori di questo caso il sesso, il porno e tutto ciò che ci piace (e con lede gli altri) deve essere vissuto senza vergogna ed in piena serenità.
    Sesso e porno (che a volte sono la stessa cosa ma altre volte no) sono stati demonizzati per secoli... SENZA MOTIVO.
    Siamo nel 2012, ci piace il sesso? Ci piace il porno? Perché negarli.
    Come ogni maledetto interesse, se sono causa di alienazione significa che abbiamo raggiunto il limite e che quindi abbiamo bisogno di aiuto, diversamente... buon divertimento!

    RispondiElimina
  7. @ Nato_Stanco - ipocondria a parte credo che le riflessioni che la vita ci offre siano sempre una buona occasione per mettersi, serenamente, in discussione

    @ fragoroso.82 - C.R.A.Z.Y. botta emotiva eh? Shame allora sarebbe una mazzata! Consigliato!

    @ I'M SO GUY - in italiano si, nei cinema dallo scorso venerdì. Ti consiglio la visione in sala, anche per sostenere un cinema che non sia solo "blockbusters".

    @ Nicola - Credo proprio ti piacerà. Sia Fassbender che la Mulligan meriterebbero davvero quella statuetta.

    @ LC - se intendi "film che non sputtani la tua omosessualità", vai tranquillo: la storia è etero.

    @ Alberto - d'accordissimo. Il film riflette proprio sulle conseguenze del fenomeno quando diventa alienante. Alby, vallo a vedere... ti piacerà, ne son sicuro ;)

    RispondiElimina
  8. Proprio ieri con Fede si discuteva sul "dovere" di tornare più spesso al cinema, proprio come una volta........ e i bimbi dove li mettiamo?
    Sante nonne!!!!

    RispondiElimina
  9. Un film interessante per riflettere sulle vite degli altri e sulle nostre.
    Belle queste tue recensioni sui film.

    RispondiElimina
  10. La soledad jamás se marcha de nosotros. Como bien escribes, es cualquiera de las "variazioni Goldbergh"...cadenciosa o temperamental, pero siempre en la armonía cerebral y matemática. El tema es humano. Creo en la increible fuerza de una voluntad que lucha contra la existencia pulsional. He vividoen cierta forma, pero creo que la vida es amplia, simfónica y quasi verdiana.
    Es extraordinario reflejar la soledad del ser; porque somos soledad, incluso después del mejor orgasmo. Saludos.

    RispondiElimina
  11. La maratona filmografica domenicale ha avuto dei risvolti devastanti: finisce il film danese su Rai5 e su Rai2 mi danno Brokeback Mountain? Fino alle 4 di mattina a soffrire per l'amore impossibile tra Jack Twist e Ennis del Mar. Lo conoscevo già ma è stato il colpo di grazia alla mia sensibilità. Non so se sia stata la forte immedesimazione a farmi questo brutto scherzo, ma sta di fatto che l'idea di provare quel genere di sofferenza mi toglie il respiro. (In)co, so che magari dedicarci un post è chiedere troppo, ma che farebbe piacere conoscere la tua reazione a questo capolavoro emotivo. Un abbraccio.
    F :)

    RispondiElimina
  12. @frag.82:io sto letteralmente male ogni volta che lo rivedo è molto vicino a me tutto quel dolore e quei sentimenti, ma è stupendo e lo rivedo sempre quando possibile.ti abbraccio seriamente!
    lost

    RispondiElimina
  13. @ loran - ti ringrazio. Più che recensioni vogliono essere un raccontare ciò che mi smuove, sperando di creare curiosità negli altri così da dar loro l'opportunità di vivere le belle emozioni che ho vissuto anch'io

    @ Morris W - la solitudine che si prova dopo l'orgasmo, esiste, c'è, ci accompagna. Quello che provo oggi con L. però è che dopo l'orgasmo c'è voglia di restare in un unico abbraccio e sentirci ancora insieme.

    @ fragoroso.82 - come lost sto male quando lo rivedo. Una sera ebbi pure un'attacco di ansia. Erano ancora i tempi della chiusura totale nell'armadio. Ho già parlato di questo film raccontando di me. Il post è questo:
    http://hereinthecloset.blogspot.com/2011/03/repliche.html

    RispondiElimina
  14. fammi capire: ma hai deciso di rubarmi il mestiere??
    cmq stai migliorando: hai messo meno spoiler stavolta. Continua così e mi diventerai un rivale molto temibile!!!
    Oh, scherzo, sia chiaro: sono sempre dell'idea che più belle penne [nel senso di scrittori] ci sono in giro, più migliora la qualità del lavoro e meno asini troveremo in giro!

    Cmq sto film non mi aveva portato alle tue stesse riflessioni: forse sottovalutandolo, l'avevo visto solo come una sofisticated comedy, ben recitata e con uno script importante. E poco più.

    Hai del talento, ragazzo. Continua così

    RispondiElimina
  15. In merito a "Brokeback Mountain" ricordo e consiglio la lettura di "Gente del Wyoming", la breve novella da cui è tratto il film.
    Sono veramente poche pagine ma sono state tante le lacrime che l'hanno bagnato.
    Quando ho saputo dalla mia dolce metà che stava per uscire il film tratto dal libro(icino) non stavo più nella pelle e tutto sommato è risultato uno dei pochi film all'altezza del testo da cui provengono.

    RispondiElimina
  16. Si ed è propri per questo che mi piacciono molto e vedo anche agli altri lettori del blog.

    RispondiElimina
  17. @ Fabio Nolli - quando guardiamo un film non vediamo solo ciò che oggettivamente ci viene raccontato ma filtriamo il tutto anche con il nostro occhio interiore soggettivo.
    E' normale quindi che a te questo film abbia dato emozioni diverse dalle mie mentre per me son state toccate corde che risuonano in modo differente. Grazie per i complimenti, ma giuro, non ti voglio rubare il lavoro :)

    @ Alberto - ecco... "Gente del Wyoming" mi manca. DEVO rimediare.

    @ loran - allora sintonizzati stasera alle 21.15 su Rai5, per un altro film alla (In)co!
    Come recuperare un naziskin se non con la follia? Come screditare tutte le religioni, compreso l'ateismo? Una commedia un po' noir, un po' ridicola, un po' incazzosa, molto cinica e paradossale. Capolavoro stra-consigliato: Le mele di Adamo

    http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=43638

    RispondiElimina
  18. toh, qualcun altro oltre a me ha notato quel film danese! lo adoro perchè è talmente surreale che alla fine è (quasi) credibile.
    Ah, cmq specifichiamo: Le mele di Adamo NON è gay-themed, ma una commedia psicologica, surreale & molto divertente

    RispondiElimina
  19. E anche stasera ci siam trovati qualcosa da fare! Credo che tra gli attori de Le mele di Adamo ci sia anche uno dei protagonisti di Non desiderare la donna d'altri... correggimi (In)co se sbaglio... ce faremo du risate! Ahah!
    F :)

    RispondiElimina
  20. Fassbender è uno degli attori più belli e capaci in circolazione, ricordo bene il suo semi-esordio (con lo stesso regista di Shame) in Hunger, un pugno nello stomaco dritto e ripetuto (anche se c'erano cinque minuti e più per rifarsi gli occhi, e altri quindici per piangere come disperati). Non vedo l'ora di vedere Shame, ma sono uno snob senza speranze e aspetto di guardarlo in lingua originale :)

    RispondiElimina
  21. (In)co? Non sarà che ti sei concentrato più sui cast di questi film danesi, più che sulla trama? Non uno, ma ben due protagonisti del Brothers danese in questo Le mele di Adamo! Credo in questo caso altro genere di palle siano in gioco, e nemmeno le ovali del rugby! Hihi! Comunque il film è stato grottesco e surreale... la morale risiedeva nel nazi da recuperare... ma finalmente un happy ending! Messe un po' da parte le ansie da Brokeback per stasera.
    Un abbraccio.
    F :)

    RispondiElimina
  22. @ fabio nolli - lo vidi ad un cineforum... ne fui estasiato!

    @ G . - Ho perso Hunger che in Italia mi pare non sia stato distribuito. Ma dopo Shame la curiosità è talmente salita che ora aspetto il dvd che mi dovrebbe arrivare a giorni. Sarà in inglese, sottotitolato in inglese... ma non perchè io sia snob, è che altre versioni proprio non c'erano :)
    P.S. - concordo, Fassbender è bravissimo!

    @ Fragoroso.82 - si, 2 attori 2 di "Non desiderare la donna d'altri". Ma non ho capito la storia delle palle, non dirmi che ti ha annoiato :o

    RispondiElimina
  23. Tranquillo! Non mi sono annoiato per niente. Le palle si riferivano ai testicoli dei due attori danesi! Alludevo al fatto che li seguissi in modo particolare... per altre doti, non quelle attoriali! Hihi!
    Un abbraccio, F :)

    RispondiElimina
  24. @ fragoroso.82 - mi pareva strano, perchè il film è tutt'altro che noioso!
    Cmq... sei proprio suino! Temo ancor più di me! E' grave! :D

    RispondiElimina
  25. Visto, su proposta dei miei amici. Sono rimasti schifati, loro. Io ero lì a domandarmi quanto mi manchi per arrivare a quegli estremi. Temo la risposta.
    Non credo sia così difficile perdere il controllo di sé.
    Buona domenica In :) scusa il commento fosco.
    LC

    RispondiElimina
  26. @ LC - si, condivido, non è così difficile arrivare a quei livelli.
    Ma è importante, credo, pur se dobbiamo farlo con molta serenità, interrogarci su "dove ci siamo portati e dove ci stiamo portando". Mettersi in discussione è una buona parte di quel processo che serve a tenerci lontani da certi limiti e certi baratri. Grazie per il commento così personale.

    RispondiElimina
  27. leggendo il tuo commento al film vedo che abbiamo dato le stesse interpretazioni e abbiamo assorbito la stessa atmosfera. però a te è piaciuto e a me non troppo. forse è una questione di mood, e il mio in questo momento non è sintonizzato su quegli argomenti!
    però concordo sulla eccezionalità di fassbinder. davvero bravo! anche se pure la sorella...

    RispondiElimina
  28. @ Oscar - pure la sorella! Ottima interpretazione.
    Si, credo che il mood conti parecchio. Guardavo Fassbender (non solo il suo pisello) e cercavo di misurare la distanza/vicinanza tra il mio vissuto e quello che mi proponeva. Riusciva a interrogarmi. Forse son troppo sensibile, recettivo, condizionabile... So che certe volte ho voglia di correre, come lui, di notte con l'iPod nei timpani per ascoltare solo la fatica e il mio sudore e null'altro più.

    RispondiElimina

Se vuoi dir la tua, commenta qui:

Related Posts with Thumbnails