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domenica 21 ottobre 2012

La mischia, il maschio e il pacchetto

La mischia: il contatto diretto col corpo degli altri...
ed io, vi giuro, un contatto diretto con questo rugbysta lo vorrei proprio.
Prima parliamo di lui, e poi del pacchetto di mischia...
Lui chi? Lui, Stuart Reardon, classe 1981, giocatore professionista di Rugby attualmente in campo con l'AS Carcassonne, 


che grazie a quel bel faccino e al fisico scultoreo ha saputo aggiungere alla sua carriera sportiva quella ufficiale di modello.
Qualche esempio?

















Basta questa carrellata a convincervi che possa meritarsi di passare dal fango dei campi, ai più patinati set fotografici?

Che poi, sappiamo che le foto son sempre ben elaborate, la scelta delle pose e delle luci accurate, il fotoritocco toglie le sbavature ma... pure in una foto amatoriale scattata da amici in camera si capisce che nel suo caso il "maschio figo" c'è!

Ma torniamo a parlare dello sport del rugby, torniamo a quel discorso del contatto diretto, corpo a corpo tra  i giocatori e chiedetevi: quanto sappiamo accettare il contatto diretto con il corpo degli altri? Se qualcuno ti abbraccia, ti bacia, interagisce con te fisicamente, quanto ti senti a tuo agio per il fatto che ha invaso il tuo spazio vitale di sicurezza (l'uovo prossemico nel quale lasciamo generalmente entrare solo i nostri amori)?

Nel rugby c'è la mischia, un momento in cui il tuo corpo invade il corpo degli altri ed è invaso dagli altri stessi. Troverai la mano del tuo compagno di squadra sul sedere, o che tocca i tuoi genitali, il tuo naso contro le sue ascelle, le sue natiche o le cosce sulla tua faccia, tutto questo perchè gli 8 giocatori impegnati in mischia diventino un tutt'uno e moltiplichino così la loro forza.
Mica facile, ma c'è in questo movimento un significato che va oltre il solo obiettivo di forza da esercitare:

Nella mischia, è davvero molto quello che si «mischia»: lo spazio personale (quella specie di «bolla» invisibile che ci accompagna ovunque e della quale ci accorgiamo solo quando qualcuno la penetra, facendoci subito sentire in allarme o a disagio) è violato da ogni dove e in ogni modo. Tutte le parti del mio corpo sono esposte al tocco altrui, e io tocco tutte le parti del corpo altrui. Non si tratta più di semplice vicinanza, ma di autentica sovrapposizione: strati di esseri umani, che spingono e resistono alla spinta, generando pressioni mastodontiche. Anche questa è una delle situazioni in cui si impara a mettere la propria vita nelle mani di altri, e a prendere la loro nelle proprie.  [...] 

Nella mischia si fondono le emozioni di tutti, la fatica, la rabbia, lo sforzo, la tenacia, la sofferenza, la paura, l'orgoglio: si dà vita a un organismo in cui si attenua l'individualità, mantenendola al tempo stesso nella specificità dei ruoli e delle caratteristiche fisiche. Ciò insegna che per sperimentare la fiducia (negli altri e degli altri) devo rinunciare alle pretese del mio istinto che vorrebbe controllare tutto, essere sicuro di tutto, non cedere di un centimetro su nulla: è necessario invece lasciare spazio all'altro, mettere a sua disposizione il mio territorio, insomma cedere volontariamente qualcosa del mio ego. Se mi fido degli altri creo situazioni di reciprocità in cui gli altri possono fidarsi di me; e questo, alla fine, rafforza la fiducia che ho in me stesso. (Mauro e Mirco Bergamasco)

Lo devo ammettere, questi significati e valori, questi risvolti psicologici che sto scoprendo nel rugby riescono ad affascinarmi altrettanto quanto mi affascina il nostro bel Stuart che però...

Però?
C'è un pero!?!
Beh, un però lo vado a cercare anche dove non ci sarebbe, giusto per non elevare troppo all'onore degli altari il nostro bel giocatore.
Parlavamo di mischia e forse non tutti sanno che il gruppo dei giocatori impegnati nella mischia viene chiamato "PACCHETTO di mischia".
Bene, parliamo allora anche del "pacchetto di Stuart". Lo possiamo vedere qui, nel filmato che vi propongo ora: il nostro modello steso in un letto mentre si accarezza... (mi fa venire una voglia di mischia in quelle lenzuola) ma che mostra il suo pacco che... ecco, giusto giusto per trovare il pelo nell'uovo lo definirei veramente  "pacchetto". Ma più che diminutivo (come sminuire cotanta bellezza) usiamo questo termine cone vezzeggiativo dai.


D'altronde, mica potrà avere tutto lui, no?

26 commenti:

  1. Ma che bel manzo succulento... Il pacco sarà anche un "pacchetto" ma noi ci accontentiamo lo stesso visto il resto della carrozzeria

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    1. Carrozzeria? Questa è mica una vettura a caso! Questo è un bulldozer! ;)

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  2. Alcune considerazioni:
    1. quel tatuaggio è di un trash osceno. Lo so che a molti fa impazzire, a me fa semplicemente orrore.
    2. bello è bello ma è troppo marchettaro. Ma che foto e video sono? Gay friendly, ma friendly-friendly! La cosa non è causale, sembra marchettaro perchè lo vuole sembrare di proposito
    3. riguardo al pacchetto, beh, effettivamente ho visto gonfiori maggiori ma non vuol dire. Non è a riposo che si giudica un tale gioiello. Si vede che nel video è molto a riposo...
    4. giudizio finale: bocciato. La bellezza non è tutto, conta anche la simpatia e la spontaneità e questo non li tiene proprio.

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    1. Stefano! Fossimo insegnanti in un consiglio di classe ci prenderemmo per i capelli. Tu che lo bocci e io che lo voglio promuovere a pieni voti... ah ah!

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  3. Beh,,insomma... Avrà anche un pacchetto (che poi è a riposo, che ne sai che nel momento del bisogno non diventi una bestia?), ma ha un culo da favola! :D
    Comunque io capisco perfettamente quello che vuoi dire, il contatto fisico con gli altri ti insegna al rispetto e alla fiducia. Non solo ma ti dona la consapevolezza che l'altro è fatto di carne ed ossa, di muscoli, di dolore, di forze contrarie alle tue, di idee e pensieri contrari ai tuoi e contro i quali lo scontro diretto non è mai la soluzione. Sfrutta il suo attacco per aumentare la tua forza e annientare il pericolo che lui rappresenta. Questo è quello che i tanti anni di Aikido mi hanno insegnato, e che forse non ho imparato benissimo...
    Praticare uno sport dove c'è contatto fisico e disciplina aiutano a vincere quelle resistenze che si hanno nella fisicità con altre persone, che non sono naturali, perchè i bimbi non le mostrano mai, per loro nessun problema nel buttarsi l'uno addosso all'altro. Ed è importantissimo, perchè soprattutto in allenamento è essenziale imparare a mettere le ani addosso al compagno senza forzare troppo per fargli male, ma forzando il giusto per fare sentire le leve dolorose sulle articolazioni e questo implica anche che l'altro sia disposto a subire lo stesso dolore (minimo) da te. È fiducia.
    E noi si andava anche oltre... Quando il maestro ci vedeva refrattari e scazzati durante la lezione, sospendeva l'allenamento e si faceva lezione di massaggi, a coppie, per imparare a manipolare il corpo dell'altro e rilassarci sotto le manipolazioni del nostro corpo per mano del compagno. Il risultato di tutto questo è stato un gruppo affiatatissimo, ancora oggi molto legato, al cui interno è nata un'amicizia profonda che non si sgretola.
    Per me un'esperienza da fare, consigliabile a tutti. I miei figli infatti praticano ora Aikido le bimbe e, come sai, rugby il maschietto, e non è un caso! ;)
    Bacioni e buon lunedì! Luci

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    1. Luci, anch'io la penso come te, ho praticato l'aikido per alcuni anni e so quindi che cos'è il contatto fisico e quale fiducia nell'altro ci vuole (anche se, sicuramente, non si arriva ai livelli del rugby). Oltrettutto, il nostro maestro praticava un aikido molto fisico ed energico (altro che massaggi e massaggini) e quindi bisognava prestare la massima attenzione a ciò che si faceva e a ciò che ci si faceva fare. Credo che nel rugby valga lo stesso discorso: il contatto fisico e la violazione dell'intimità sono l'ultimo dei tuoi problemi, semplicemente non puoi pensarci; una distrazione del genere potrebbe essere fatale per il tuo fisico.

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    2. ...sì ma noi si era una classe di vecchi (il reparto geriatrico ci chiamavano in palestra) e a volte eravamo così stanchi dalla giornata che il maestro capiva e si adattava... bei tempi!! :D

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    3. Bravi, bravi! Tutti sportivi qui!

      @Luci... pacchetto a riposo che poi diventa bestia? E' possibile. Si, possibile. Ma voglio vedere però!...

      Sull'aikido... interessante quella storia sui massaggi. Non è che prendete anche me nella vostra classe geriatrica?

      @ Dioniso - Si, credo che la violazione dell'intimità nel rugby sia l'ultimo dei problemi

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  4. Beh! Che non si lamenti.. mi sembra che il buon Dio gli abbia già dato abbastanza no?!?!?!
    Vedi che alla fine una sorta di equità sociale esiste!
    E poi non filosofiamo tanto: è un pacchettino e BASTA!
    Tornando al rugby.... belle le parole sulla mischia... in terza linea ci giocherei.... ma bisogna nascere terze linee... in seconda linea mmmmmm..... forse.... ma anche no, in prima linea MAI!!!
    Non ho mai giocato in mischia... una volta un amico pilone mi ha fatto provare.... la mischiaaaa! cosa pensavi? Insomma tutti pensano ad una grande compressione a spalle e schiena... quello è niente! Non tutti sanno che le prime linee per aver la meglio sull'avversario lavorano molto di "testa", fanno un movimento (che non saprei ripetere) che premendoti sul petto e sul collo: primo ti fanno un male cane, secondo non ti permettono di respirare! Incredibile, pazzesco da c....si sotto!!! Mai e poi mai... vuoi mettere l'eleganza di un'ala o di un estremo? Poi se è bravo e non viene chiamato "man de legno" meglio!

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    1. Evviva l'equità sociale!!!
      Ommiodio! La descrizione che fai del lavoro di testa mi fa provare dolore solo al pensarci...
      Anch'io amo gli estremi e le ali... In genere sono anche i più belli ;)

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    2. Com'é dura darti sempre ragione!!!

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  5. Uno cosi, come ho più volte detto, mi andrebbe bene anche se tra le gambe avesse una fava secca. e poi con internet a forza di vedere pacchi enormi si creano false aspettative. :)

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    1. Diciamo che con uno così farei volentieri un'eccezione anch'io e non farei troppo lo schizzinoso sulla fava :)

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  6. Ma mi volete far credere che il raviolo senza ripieno, il panzerotto che non è stato imbottito, la crepes priva di farcitura so' bboni uguale? A me piace abbuffarmi appena posso e più che posso. E' che la vita è già troppo corta lei, se poi ci accontentiamo pure....

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    1. Bravo, bravissimo, clap, clap clap! Devo fare un post sui bei pacchi! Ti copierò per il titolo: Ravioli ripieni!

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  7. Kike ha ragione!però questo maschio mi piace troppo e sono sicuro che sia anche simpatico!;P

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    1. Anch'io son convinto che sia simpaticissimo. E poi, sai, gioca a rugby, con me parte decisamente avantaggiato!

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  8. no dico, ma hai visto che culo che ha?????

    aehm... bè si bella questa descrizione della mischia. io lascio invadere la mia bolla. non sono geloso del mio spazio fisico, quanto sono geloso invece del mio spazio mentale.

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    1. idem per quello mentale, per quello fisico sono selettivo su chi può entrare, lo sono un po' meno su chi "invadere"...

      P.S.: il culo... e mi chiedi se l'ho visto?

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  9. sai se questo culo artistico è dei nostri?

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    1. No, credo proprio di no. Sposato e "malamente" separato.

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  10. *imprecazione* che bono!!!

    Poi francamente il fisico pompato e scolpito annesso ad on un pacchetto formato caramella mi eccita ancora di più, non so perché.

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    1. Ce n'è di depravazioni in giro! Ah ah... scherzo. De gustibus... ;)

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