Google Website Translator Gadget

martedì 18 dicembre 2012

Strade sempre separate?


Ogni volta che il Papa nei suoi tanti discorsi accenna ad argomentazioni che vanno a riguardare le tematiche omosessuali scatta il putiferio.
L'ultima, della scorsa settimana e molto ripresa da twitter con l'hashtag #feriteperlapace è ben raccontata da Roccia nel suo blog dove si parte dal testo del Papa e dove si risponde in modo ben argomentato alle sue affermazioni.
Io mi trovo d'accordo con lui. Vi consiglio di leggerla, la trovate qui.

Come molti, a seguito di quest'ultimo intervento papale, mi sono sentito ferito da queste affermazioni, come mi disturba in generale la visione che il Magistero ancora oggi ha nei confronti dei gay. Ma penso, oltre a me, al senso di frustrazione che vive chi è gay e convintamente cattolico e praticante con continuità: rifiutato dalla sua figura di riferimento che insiste nel definirlo sbagliato e quindi meno amato pure dal suo Padre celeste.

Basta fregarsene, dicono alcuni. Basta smetter di dar retta ai preti, basta mandarli a quel paese, basta rinnegarli, basta "sbattezzarsi", basta...
Io non so se basta.
Ci sono uomini che non portano dentro di se alcun bisogno religioso; per questi è facile. 
Altri invece che pur vivendolo se ne sono allontanati, con un più o meno facile distacco.
Altri ancora, hanno nel loro animo una forte esigenza religiosa. Per questi, il bisogno di coltivare la propria interiorità spirituale è importante perchè essa fa parte e plasma la loro identità. 

Mi spiego meglio partendo da una definizione che esponeva qualche mese fa sempre il Roccia:
La religiosità (o spiritualità) è una spinta presente in ogni uomo a comprendere la realtà in termini metafisici. Si basa sull'assunto che la vita, la natura, l'universo siano dotate di "senso" e "significato".

In quel post veniva operato il distinguo tra religiosità e religione. Nel mio commento aggiungevo che oltre la religiosità, il bisogno di religione è anche la risposta che l'uomo da sempre si è dato per vivere un cammino che non fosse solo personale ma anche di appartenenza e identità di popolo.


Certo, c'è chi vive l'esperienza religiosa come futile, chi come semplice superstizione, chi come "oppio dei popoli", chi invece non può prescindere da essa. Nelle varie culture, popoli, nelle diverse tradizioni la religiosità e la religione sono presenti e diffuse tant'è che la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo tiene ben presente questo aspetto, dedicandogli un articolo ad hoc:
Articolo 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Ho confessato in apertura del post l'imbarazzo e la frustrazione nei confronti della Chiesa Cattolica e in particolare (ma non solo) della propria visione sulle tematiche legate al mondo gay. 
Ora confesso però anche il disagio nei confronti di chi ateo stigmatizza ed etichetta in generale ogni credente (credenti=cretini, credenti=cerebrolesi, credenti=creduloni, etc). La divergenza di idee non dovrebbe mai andare oltre il rispetto per le identità e le sensibilità delle altre persone. Esiste l'identità sessuale; esiste l'identità religiosa. 
E troviamo Papi che mettono in croce i gay, e atei che mettono in croce i credenti?
Ora arrivano i cazzi amari... Come la si mette per chi porta dentro entrambe queste due sensibilità? Gay e credente?

Tenendo conto che in molte religioni l'omosessualità è (a dir poco) malvista, mi chiedo se questa divergenza tra l'essere gay e l'essere religiosi, sia una frattura insanabile. Strade sempre separate?

Premesso che vi sono alcune religioni (ad esempio i valdesi e alcune aree del protestantesimo) che hanno in questi anni intrapreso un cammino di apertura e mostrano segnali più che incoraggianti nei confronti degli omosessuali, la realtà in cui viviamo in Italia, prevalentemente cattolica, potrà fare passi in avanti?
Oggi vedo questo cammino difficile, per la difficoltà attuale della chiesa cattolica di ascoltare le voci che provengono dal basso. Eppure, qualche passo avanti lo si può notare. Proprio dal basso. La lettera che posto qui sotto, scritta da sacerdoti e suore a Mons. Betori lo scorso mese di settembre mi ha lasciato stupito per l'analisi e la capacità di critica costruttiva.
Ho come l'impressione che sarà poco ascoltata e questi coraggiosi verranno guardati con diffidenza e distanza. 
Ma mi sembra importante proporla perchè lancia un segnale a mio parere interessante e può riconciliare un gay cattolico con i propri inutili e sciocchi sensi di colpa indotti dal proprio credo.
Eccola:

Chiesa e gay
lettera aperta a Betori
Tre preti e una suora gli scrivono: “E’ importante che la Chiesa riconosca la scienza e non dichiari verità assolute”

Ecco il testo completo della lettera aperta all’arcivescovo Giuseppe Betori a firma di suor Stefania Baldini, don Fabio Masi, don Alessandro Santoro e don Giacomo Stinghi

"Il numero di ‘Toscana Oggi’ del 24 Giugno 2012 dedicava largo spazio all’argomento dell’omosessualità e delle coppie di fatto eterosessuali, con alcuni articoli del giornale e diverse lettere al Direttore, queste ultime critiche nei riguardi della posizione ufficiale della Chiesa sull’argomento.
Ci sembra che gli articoli del Settimanale diocesano non facciano che ripetere sull’omosessualità le norme ecclesiastiche di sempre, senza approfondire l’argomento che negli ultimi anni si è notevolmente sviluppato e chiarito e che ha ancora bisogno di ricerca.
Il nostro intervento vuole dare testimonianza della diversità di posizioni che ci sono oggi di fronte a questo tema, nella riflessione laica e anche nelle Chiese. Noi, e insieme a noi anche teologi, vescovi e laici cristiani, non ci riconosciamo in quell’analisi che traspare dagli articoli di ‘Toscana Oggi’.
Quello che ha portato ad un cambiamento radicale nella comprensione dell’omosessualità è stato un tragitto importante.
Nel passato l’omosessualità era considerata un ‘vizio’ praticato da persone ‘etero’ in cerca di piaceri alternativi, e come tale condannata. Ma allora si parlava di ‘comportamenti omosessuali’;
soltanto nel secolo scorso si è cominciato a parlare di ‘condizione omosessuale’ e non solo di ‘atti’, inducendo alcuni ad ipotizzare che l’omosessualità fosse da considerare non un vizio ma una ‘malattia’.
In questi ultimi anni è maturato un modo di comprendere l’omosessualità radicalmente diverso, che ormai, con varie sfaccettature, è accettato da quasi tutti. Si parla dell’omosessualità come di un elemento pervasivo della persona che la caratterizza nella sua profonda identità e le fa vivere la sessualità in modo ‘altro’.
E’ importante che la Chiesa riconosca positivamente il cammino della scienza nella conoscenza dell’uomo e non dichiari verità assolute quelle che poi dovrà riconoscere errate, come è accaduto in passato. Questi fatti ci inducono a vedere l’omosessualità in un orizzonte nuovo e ad affrontarla con uno sguardo morale diverso. Su questo tema la Bibbia non dice né poteva dire nulla, semplicemente perché non lo conosceva, così come non dice nulla sull’ecologia e sull’uso della bomba atomica. Comunque nella cultura biblica, come in tutta l’antichità, è totalmente assente l’idea di ‘persona omosessuale’, si parla solo di ‘comportamenti’ e non di ‘condizione omosessuale’, ed è chiaro che vengono condannati non solo perché infecondi, ma anche in quanto legati alla violenza o alla prostituzione sacra.
A questo riguardo sono opportune alcune precisazioni sulla Sacra Scrittura spesso citata per stigmatizzare il rapporto omosessuale. Nel Nuovo Testamento solo Paolo chiama ‘contro natura’ il rapporto omosessuale (Romani 1, 26-27) ma bisogna tener presente che egli si riferisce, più che all’aspetto fisico, al fatto che l’omosessualità minava l’ordine sociale di allora, quando era la donna, per natura, a dover essere ‘sottomessa’ all’uomo. Fra l’altro è cambiata anche la nostra comprensione del concetto di ‘natura’: l’idea di ‘natura’ come realtà già conclusa non corrisponde più al modo di sentire odierno.
Ormai è anche abbastanza chiaro che quegli episodi dell’Antico Testamento su cui ancora si basa la condanna dell’omosessualità hanno un altro significato: negli episodi di Sodoma (Genesi 19) e di quello simile di Gabaa (Giudici 19) il crimine non sta tanto nell’omosessualità, quanto nella violenza e nella volontà di umiliare e rifiutare lo straniero.
Nell’Antico Testamento invece ci sono segnali molto importanti e molto belli, non esplicitamente riferiti all’omosessualità, ma piuttosto al cammino di maturazione che il popolo ebraico compie rispetto all’emarginazione di gruppi e di persone. La Bibbia ci offre così una cornice più larga in cui porre anche questo aspetto della vita.
Dio ‘sceglie’ il popolo ebraico perché sia segno, in mezzo agli altri popoli, della sua volontà di giustizia che vuole salve tutte le creature. Poi Israele, con l’illusione di essere sempre più all’altezza della missione che Dio gli ha dato, al suo interno opera altre ‘scelte’ emarginando gruppi considerati ‘impuri’. Nel Deuteronomio, per esempio, (23, 2-9) si elencano le categorie escluse dall’Assemblea del culto: gli eunuchi, i bastardi e i forestieri. Ma il cammino verso i tempi messianici è un cammino verso l’inclusione, perché i tempi messianici sono per tutti, come si legge nel Terzo Isaia (56,1.3-5): Osservate il diritto e praticate la giustizia..... Non dica lo straniero che ha aderito al Signore: «Certo mi escluderà il Signore dal suo popolo!» Non dica l'eunuco: «Non sono che un albero secco!». Perché così dice il Signore: “Agli eunuchi, che osservano i miei sabati, si comportano come piace a me e restan fermi nella mia alleanza, io darò un posto nel mio Tempio per il loro nome. Questo sarà meglio che avere figli e figlie perché io renderò eterno il loro nome. Nulla potrà cancellarlo”.
Questo capovolgimento di Isaia è una pietra miliare! Non ha alcun valore davanti a Dio lo stato oggettivo di natura o di cultura in cui uno si trova: uomo, donna, omosessuale, eterosessuale, bastardo, straniero, genio o di modesta intelligenza; ciò che conta è osservare il diritto e praticare la giustizia, ciò che conta è amare il Signore e i fratelli.
Non vogliamo dire che Isaia in questo passo alludesse agli omosessuali, non poteva per i motivi che abbiamo detto prima. Ma noi non dovremmo vedere l’omosessualità in questa luce? Compito della Chiesa è allargare le braccia, includere e non emarginare, amare le persone piuttosto che salvare i principî. Ha detto il Maestro: “Il Sabato è stato fatto per l’uomo, non l’uomo per il Sabato”. (Marco 2,27)
Di questo cambiamento hanno preso atto anche i Capi della Chiesa cattolica che più volte hanno dichiarato di non condannare gli omosessuali ma l’omosessualità, e questo per loro è un passo in avanti. In realtà non se ne capisce il significato! sarebbe, come dire ad uno zoppo: "Non abbiamo nulla contro il tuo 'essere zoppo', basta che tu cammini diritto o che tu stia a sedere!"
A proposito dell’essere sterili o fecondi, Gesù ha detto che è il cuore che deve essere fecondo e Paolo dirà che si entra nel popolo di Dio per fede, non per diritto ereditario. Ma allora chi può onestamente definirsi fecondo? Chi può farsi giudice della fecondità altrui o della propria? La sterilità ci può colpire tutti.
Questo modo di accogliere profondamente la vita di ogni essere umano lo abbiamo imparato dalla Chiesa! Per i discepoli di Gesù non si tratta tanto di difendere principî, di custodirli rigorosamente come gli angeli con la spada di fuoco davanti all’albero della vita, ma di ‘scrutare’ la vita delle donne e degli uomini del nostro tempo, per farla progredire verso la pienezza. Si tratta di esser fedeli non ad un Dio noto e posseduto, ma ad un Dio ‘che viene’. Ha detto Gesù: “Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete valutarlo?” (Luca 12, 56)
A noi sembra che proprio dalla Chiesa dovrebbe arrivare un riconoscimento del modo nuovo di comprendere l’omosessualità, con un segno di accoglienza e di profondo rispetto per i sentimenti di amore di chi vive personalmente questa condizione. Due persone che si amano non sono un attentato alla società né il tradimento del Vangelo. Gli scandali vanno cercati altrove!
Rifacendosi da una parte a queste fonti bibliche e dall’altra all’esperienza umana che viviamo ogni giorno con queste persone, sentiamo evangelico e naturale accogliere in pienezza di comunione queste differenti forme di amore. Le sentiamo parte integrante del nostro cammino di comunità di fede e di vita, e con loro, così come con tutti gli altri, partecipiamo insieme alla Comunione sacramentale e comunitaria.
Il Libro della Sapienza (11, 24-26) ci offre un tratto stupendo del Creatore, che dovrebbe essere ‘luce sul nostro cammino’: “Tu, Signore, ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l'avessi chiamata all'esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita”."
(07 settembre 2012)

34 commenti:

  1. Sono ateo razionalista (anzi non son niente, ma se proprio devo appartenere ad una categoria...), quindi...
    La lettera del mons. non è male, comunque sembra stia parlando di una malattia, 'accettiamoli (che nasconde neanche tanto bene: compatiamoli) sono malati'.

    RispondiElimina
  2. Io sono un ateo dubbioso, ovvero sono "quasi" convinto della inesistenza di qualunque "cosa" fuori da questa vita.
    Questa sensazione non è piacevole perché sapere che non c'è nulla di là, toglie gioia anche nel di quà, almeno per me.
    Malgrado tutto io porto un grande rispetto per la Chiesa che non va etichettata sempre come retrograda.
    Il Santo Padre dice una cosa, ma poi i sacerdoti spesso fanno di testa loro, anche su certi argomenti.
    L'amore per Dio ha portato molti uomini ad azioni feroci, è vero, ma anche ad azioni e sacrifici meravigliosi che dovrebbero insegnarci qualcosa.
    Sono comunque argomenti molto complessi e, spesso, molto dolorosi.

    RispondiElimina
  3. Io non so cosa sono, soltanto non sento il bisogno della religione e soprattutto della religione interpretata e propagandata da uno stato politico.
    Ho il massimo rispetto per chi crede e sente la religione come una parte importante della sua vita, compresi chi sposa le tesi del pontefice e lo reputa infallibile, basta che non si superino certi limiti nel considerare gli altri e il loro modo di vivere.
    Bisogna considerare che certe preclusioni e considerazione dell'omosessualità nelle varie religioni si sono sviluppate nei secoli ad opera di persone che hanno rimaneggiato i libri sacri per ragioni politiche come è accaduto anche per il sesso e la sessualità umana in generale, la creazione del concetto di peccato ha dato un grande potere politico e un controllo sui credenti a chi gestisce le grandi religioni specialmente quelle monoteiste e non bisogna sovrapporre questi atti politici con il pensiero divino (che nessuno conosce nemmeno il papa) e questo lo prova il fatto che molte persone che nel corso della storia si sono attenute agli insegnamenti religiosi del cristianesimo e del vangelo senza fini politici hanno sempre avuto un atteggiamento rispettoso verso tutti gli aspetti della vita dell'uomo.
    Fortunatamente anche se con difficoltà si sta sviluppando un senso critico di persone che ragionano è hanno trovato modi per conciliare il senso religioso con il proprio modo di essere e certi processi anche se lentamente vanno sempre avanti.

    RispondiElimina
  4. come dissi all'epoca linkando sta lettera chezRoccia, ammiro l'onestà inellettuale & il coraggio di chi l'ha scritta, che non farà carriera ecclesiastica anche, solo & soprattutto per questo. Però almeno la mattina potrà guardarsi allo specchio senza vergognarsi di se stesso.
    E non è poco, anzi!
    Poi lo so anch'io che ci sono molti preti che la pensano come loro e che però per evitare guai se ne stanno zittissimi sull'argomento; come non mancano tra di loro gli omofobi, le cattochecche sfrante eccetera.
    Che monte caprino sia stato per decenni lo sfogatoio romano manco tanto segreto di seminaristi & co non è certo sta notiziona.

    Vedi, a differenza del tuo, il loro stare *in the closet* m'è sempre sembrato molto ipocrita; ed io sono tanto allergico alle ipocrisie..
    Chissà, forse sono io (uno dei pochi italiani a non essere manco battezzato) ad essere quello strano..

    RispondiElimina
  5. Interessante la lettera che hai riportato.
    Mi stupisce sempre anche la tua lucidità di pensiero. Grazie
    p.

    RispondiElimina
  6. cmq, per citare la mia life coach preferita,
    http://vimeo.com/55790177

    RispondiElimina
  7. Il vero cattolico religioso sa cosa significa essere "Cattolico" e nonostante l'infallibilità del pontefice, sa trovare le risposte, il cattolico omo sa che per questa sua caratteristica non potrà non essere amato dal suo Dio.
    Credo poco ma in questo ci credo molto.

    RispondiElimina
  8. L'argomento è molto complesso, carissimo, e molto spinoso. Andare a scavare nelle regole della religione, quella che ci viene imposta dall'alto, e arrivare a mettere in discussione la propria religiosità è un processo che spesso fa dei morti o almeno tante diserzioni tra le fila dei cattolici.
    Sono cristiana, credente, cresciuta in un mondo cattolico, ma diventata, nell'età della ragione, profondamente anticlericale. Il mondo del clero è marcio e corrotto, dove si salvano solo le anime sante che rimangono a contatto diretto con la gente, con i genitori in difficoltà, con i bambini e i ragazzi che crescono, con gli adulti che si smarriscono, con i vecchi lasciati soli. Lontano da questo è solo egoismo, miopia e corruzione. Giochi di potere per riuscire a portare la Chiesa nelle stanze del potere terreno e laico.
    Sono diventata anticlericale perchè in ogni argomento, i miei concetti di libertà, tutela della pace, della salute, dell'amore, sono radicalmente diversi da quello che trovo scritto e da quello che sento nelle parole del papa e degli alti prelati del Vaticano. Non sopporto, ma per niente proprio, che si mettano su un pulpito e proferiscano verità assolute a chi invece ogni giorno vive in un mondo pieno di contraddizioni, che ti portano a dubitare di quello che sai, che ti portano a chiederti se quello che è giusto secondo loro lo debba essere per forza anche secondo te.
    Parliamo di omosessualità, ma parliamo anche di contraccezione, di aborto, di eutanasia e di etica morale.
    Ho visto abbastanza con i miei occhi, per potere affermare che in Vaticano non esistono anime pure. Nessuno là dentro fa niente per niente e quello che ti viene chiesto è di diventare servo fedele di una Chiesa che crede ancora di essere sovrana di tutta l'Italia. Le parole pronunciate dal papa sono parole dure, razziste, irresponsabili, dirette ad una moltitudine di persone che crede di possedere verità assolute e che crede nello Stato cattolico e non laico.
    Secondo me questa cosa è gravissima, ci sono precise responsabilità anche di chi è in Parlamento, perchè dovere di chi fa le leggi è prima di tutto quello di rispettare e di rendere liberi di agire anche chi la pensa diversamente, di chi è omosessuale e vuole potersi sposare, di chi vuole divorziare, abortire, di chi è malato e senza speranza e vuole morire. Di chi vuole avere dei figli e non può, perché anche alla scienza hanno sbattuto la porta in faccia, con i divieti sulla fecondazione eterologa. È una vergogna! In Italia solo se sei cattolico, fervente credente e bigotto, ti vedi riconosciuto nelle leggi in vigore.
    Ieri sera si è tanto parlato di Costituzione e io allora la sono andata a rileggere. Parla di Stato e Chiesa ognuno sovrano nelle proprie sfere. Parla di matrimonio e di coniugi e MAI di marito e moglie. Allora perchè chi si nasconde dietro il marcio della propria corruzione e miopia, parla di attentato alla Costituzione? Ma fatemi tacere và!! (Tacere è una parola grossa...)
    Poi la lettera che hai riportato è veramente bella, e lì io riconosco il vero religioso, che cerca di interpretare il mondo, ma non lo soggioga. Parole di speranza e di nuova vita per una Chiesa che sa solo dire no. Ma è frutto di quei religiosi che vivono immersi nella gente e vedono con i propri di che amore sono capaci le persone comuni, quelle che sui giornali non ci finiranno mai.
    Che dire quindi? Speriamo in tempi migliori, ma non aspettiamo con le mani in mano, ok?
    Baci e bravissimo per il post! Luci

    RispondiElimina
  9. Io sono sia Gay che credente, e del mio percorso difficile ne ho parlato tempo fa in un lungo post nel mio blog.
    E non solo sono credente, ma per giunta Cattolico praticante, attivissimo nella mia parrocchia! Faccio parte di quella Chiesa i cui capi continuano ad etichettare l'omosessualità come qualcosa di sbagliato e contrario alle leggi di Dio. E invece non lo è per niente! L'Amore non è mai sbagliato! E io per fortuna l'ho capito prima di rimanere definitivamente vittima del bigottismo e della scarsa apertura mentale di alcune persone.

    Dico "alcune" perchè, fortunatamente, non tutti i credenti e non tutti i religiosi sono così: il mio sacerdote, per esempio, appena gli ho comunicato che avevo accettato la mia omosessualità, mi ha detto: "Dio da ognuno una vita diversa. Noi non possiamo far altro che accettarla e viverla nella maniera migliore e più intensa possibile".

    Non è per la mentalità arretrata e omofoba dei capi della chiesa che rinnegherò la mia Fede, perchè essa non è legata alle gerarchie ecclesiastiche ma va oltre alla finitezza umana: è spiritualità e fiducia nello splendido messaggio evangelico (un messaggio di pace, misericordia, accoglienza assoluta, amore portato fino alle estreme conseguenze. Altro che peccato, paura del giudizio e condanna di ogni moto umano!); semmai cercherò di essere da esempio, nella e con la mia vita, di come cristianità e omosessualità possano andare tranquillamente di pari passo. Chissà che non dia qualche spunto di riflessione a qualche credente (o finto tale) bigotto che incontrerò nella mia strada.

    RispondiElimina
  10. Io del club non faccio parte: le regole che si sono dati non mi piacciono.
    E poi avere "dissonanze cognitive" mi provoca disagio.
    Tuttavia, stimo chi ha una profonda spiritualità e un forte senso del sacro.

    RispondiElimina
  11. Mi sono sbattezzato a 18anni.Non mi è mai piaciuta la Chiesa cattolica,entrarvi per me era una tortura.
    Due anni dopo ho conosciuto una dimensione spirituale meravigliosa,arrivando a conoscere e a parlare col mio angelo custode,andare in regressione,affrontare vecchi traumi rimossi..
    Esperienze piene di amore, molto costruttive,prive di qualsiasi forma di giudizio.A differenza di una religione fondata sul peccato e sul senso di colpa.
    H

    RispondiElimina
  12. Pur coperto dall’anonimato, difficilmente mi espongo in prima persona e tu lo sai … Ad affermare di essere cattolico praticante e gay – di questi tempi - in molti blog si rischia la derisione se non l’insulto o quanto meno la compassione, il giudizio di “minus habens” … Ripeto, pur nell’anonimato, confrontarsi con i pregiudizi della chiesa/magistero su questa materia e con gli attacchi di chi, più o meno ateo, più o meno a conoscenza della “fisionomia” alta che la chiesa attribuisce al sesso nel rapporto uomo-donna e della sessualità in generale è come trovarsi a navigare tra Scilla e Cariddi! Ma questa volta, dopo la tua premessa, equilibrata come tu sai fare, mi azzardo a dire qualcosa. L’argomento è in sé molto complesso ed io mi limito a dire dello stato d’animo con cui vivo un’esperienza di coppia. Certamente, di fronte a quest’ultima affermazione del Papa, anche per il contesto del messaggio per la giornata della pace, rimango basito. A beneficio di chi legge, devo qui ripetere, seppur brevemente, delle cose di me che tu conosci.
    Cattolico praticante, impegnato a livelli di responsabilità in organizzazioni ecclesiali laicali per molti anni, non ho avuto alcuna esperienza sessuale con alcuno/a per un’intera vita. La professione, importante, e questi impegni ecclesiali mi hanno aiutato a sublimare fino all’inverosimile le mie pulsioni. L’orientamento omosessuale è rimasto chiuso nel cassetto più profondo del mio armadio.
    Una decina di anni fa, a conclusione del lungo periodo di visibilità ecclesiale, ho cominciato a guardarmi dentro e a prendere in considerazione la possibilità di vivere la mia sessualità, così come si esprimeva …
    Oramai da 9 anni vivo una relazione stabile, anche se nascosta agli occhi di tutti, tranne che a quelli di due amici, che abitano peraltro molto lontano da me e conosciuti in rete.
    Questa relazione mi ha procurato inizialmente un diffuso senso di colpa e una certa difficoltà con la confessione (non del tutto superata quest’ultima!) per l’ottusità di diversi confessori. Di una cosa ero e sono sicuro: non volevo né voglio rinunciare ad un sentimento, ad una esperienza che si configura con i tratti dell’amore, della reciprocità, dell’esclusività; amore che si sostanzia anche di una fisicità che procura piacere. In questo tipo di relazione non c’è assolutamente nulla di perverso.
    Fossi nato eterosessuale mi sarei sposato, in chiesa!
    Sono nato omosessuale, non mi è consentito di consacrare la mia unione nel matrimonio religioso, né di stringere un patto civile per l’ottusità della politica, non ho strada diversa da quella che pratico. Penso che in ultima analisi è la mia coscienza, che ritengo formata rettamente in anni di studio e di formazione, a dirmi se sono nel bene o nel male. E la mia coscienza, anche nella confessione sacramentale, mi dice che non sono nel male. Di fronte a questo mio ragionamento, al confessore – su questa specifica materia – non resta che … prendere atto!

    P.S. Il coraggio di venire allo scoperto nel contesto sociale è un’altra cosa. E per questo aspetto sono sulle posizione del blogger che mi ospita e a cui rinnovo stima ed apprezzamento.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Aspettavo il tuo intervento. Grazie davvero!

      Elimina
    2. @ parigino: solo unad omanda, giusto pe capirvi meglio.
      quando ti capita, in qualche riunione nei gruppi cattolici, l'anima bella che s'alza su e fa un'intemerata contro quei perversi dei froci (che so, per la blasfemia dei pride; una cosa che ancora devo capire dove se la sono sognata, ma vabbè), che fai?
      te ne stai zitto in un angoletto a roderti il fegato o lo inviti più o meno cortesemente ad accendere il cervello prima di apreire bocca?

      Elimina
    3. scusate i refusi, ma col melafonino ogni tanto mi capita!

      Elimina
    4. @ feedog. Il mio impegno è stato a livello di dirigenza ecclesiale laicale e quindi non a contatto con certa "feccia". Ogni associazione laicale ha una sua mission e quindi non è che nella "mia" si dovesse necessariamente parlare di "tutto". Comunque a me non è mai capitato di incontrare persone come le immagini tu. Se mai mi fosse capitato credo che avrei usato lo stesso atteggiamento che ho avuto negli anni di responsabilità ecclesiale e che ho tuttora nell'ambito della professione: invito all'ascolto, al dialogo, prundenza nel giudizio ...

      Elimina
    5. pensa un po'.. io da bravo cagnaccio, gli salterei addosso sulla giugulare...

      cmq, non so quanto poi sia vero che alle alte vette siano meno grevi: tempo fa avevamo come vicina una mega capa di non so quale ass.ne "con lo spirito", "dello spirito", insomma, qsa del genere.
      Per bervità nel quartiere la chiamavamo "la spiritata"; è stata l'unica che come ci vedeva, inveiva alla grandissima, e so di certo che parecche volte le è stato detto più o meno gentilmente da chiunque di farla finita co st'atteggiamento.
      Era talmente benvoluta in zona che alla fine ha fatto fagotto e se n'è andata, rimpianta da nessuno..

      Elimina
  13. anch'io ti aspettavo...e ringrazio!

    RispondiElimina
  14. Ringrazio tutti per aver condiviso nei commenti il vostro pensiero, in alcuni casi anche in un modo molto intimo. Grazie ancora.
    :)

    RispondiElimina
  15. Non so che dire, gli altri hanno già detto tutto, quindi ti faccio una richiesta: posso postare il link del tuo blog in un forum? Sarebbero davvero interessati a dare un'occhiata
    Clo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prego Clo, facci pure. Il mondo della rete è free per definizione

      Elimina
    2. I ragazzi invaderanno il tuo blog! XD hai appena firmato la tua condanna a morte, ma grazie ;)
      Clo (che vuole un account)

      Elimina
    3. Farei a meno di condanne a morte. Mi auguro sia un contributo, quello dei tuoi ragazzi, proficuo. Per correttezza però dovresti farci sapere su quale forum mi hai riportato

      Elimina
    4. Certamente, ti posto direttamente il link così non dovrai cercartelo in mezzo alle tante sezioni ;)http://gayboysreloaded.forumcommunity.net/?t=53279284
      sono una brava ragazza, io, che te credi? :P
      Clo ^^

      Elimina
    5. Grazie, così è tutto più trasparente

      Elimina
  16. Perdonatemi il commento impopolare, me penso che se uno decide di aderire ad una religione, accetta tutti i suoi precetti e comandamenti, senza fare una religione "fai da te" a proprio piacimento. L'omosessualità, volenti o nolenti, è condannata dalla Bibbia nell'Antico Testamento, Nel Nuovo Testamento Gesù non parla esplicitamente di omosessualità, ma si limita a ribadire che " Maschio e femmina li creò, affinchè si moltiplicassero etc. etc.." e infine, duclis in fundo, contro l'omosessualità ne parla San Paolo nella lettera ai Romani. dire perciò, che la chiesa si è inventata che l'omosessualità è un peccato non la vedo corretta come affermazione. Non dimentichiamoci inoltre che per la chiesa è peccato anche la fornicazione, l'adulterio, la masturbazione, quindi non solo il sesso tra due persone uguali. La legge è questa, "dura lex, sed lex", quindi non condanniamo il clero che afferma solamente cose in linea con quanto è scritto nei testi sacri e con la sua tradizione. le verità delle religioni monoteiste non sono verità che possono mutare a seconda della moda o dei tempi che corrono. la verità è immutabile, e mutarla perderebbe di credibilità. ergo, se 200 anni fa si affermava che l'omosessualità era peccato, lo si deve per forza affermare anche oggi. nel catechismo si parla di inclinazione sbagliata o di disturbo se non mi sbaglio, e molti nell'ambito della chiesa cattolica sono concordi con le teorie freudiane dell'omosessualità, secondo cui quest'ultima si sarebbe sviluppata a causa di carenze affettive o assenza del genitore dello stesso sesso,o comunque a causa di cattivi rapporti con altre persone del prorpio stesso sesso (l'aver subito violenze, atti di prevaricazione etc..)che portano perciò l'individuo a colmare questo vuoto erotizzando persone del proprio stesso sesso. in questo blog si parla di questo argomento, dategli un'occhiata se volete. http://omosessualitaeidentita.blogspot.it/2007/12/guarire-dallomosessualit-si-pu.html ciao a tutti, Andrea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perdonami di dissentire, quasi su tutto anche se ti ringrazio per la correttezza del tono.
      Vado per punti:

      "se uno decide di aderire ad una religione, accetta tutti i suoi precetti e comandamenti". E' solo parzialmente vero, soprattutto in una religione dove il Dio incarnato dice che la regola è per l'uomo, non l'uomo per la regola (Marco 2, 27);

      L'omosessualità che dici condannata nell'antico testamento e da Paolo prova a rileggerla secondo quanto scritto nella lettera riportata qui sopra da preti, suore dopo un dibattito con preti, vescovi e teologi;

      "La legge è questa, "dura lex, sed lex", quindi non condanniamo il clero che afferma solamente cose in linea con quanto è scritto nei testi sacri e con la sua tradizione".
      I testi sacri dicono di non mangiar crostacei e tante altre cose(Levitico), quindi sono incoerenti quei preti che si fanno il fritto misto di frutti di mare?;

      "le verità delle religioni monoteiste non sono verità che possono mutare a seconda della moda o dei tempi che corrono. la verità è immutabile, e mutarla perderebbe di credibilità."
      Certi temi fa comodo dire "è scritto nella Bibbia", su altri fa comodo ammorbidirsi. Tante cose non sono scritte nella Bibbia e son state fatte diventare verità di fede, come certi dogmi. Ad esempio, il dogma dell'immacolata concezione è recentissimo, solo della fine del 1800. Tutta la tradizione della chiesa precedente non l'ha vissuto come tale. Stando al tuo ragionamento quindi non dovrebbe essere valido. Oppure la chiesa, come la società, non dovrebbe essere in cammino e raccontare la rivelazione del messaggio di Cristo nel mondo in cui vive con la complessità del mondo in cui si ritrova?

      Sull'ultimo tuo punto, infine, dico un no secco: si può guarire dai capelli biondi? Non si deve guarire dai capelli biondi perchè essere biondi non è una malattia. Idem l'omosessualità. E' dal 1972 che tutta la scienza rifiuta categoricamente la definizione di omosessualità come malattia. E' semplicemente una caratteristica, proprio come l'esser biondi. Sulla scienza e la fede ti re-invito a leggere la lettera del clero postata qui sopra.
      Preferisco i dibattiti ai diktat. E questi preti che hanno scritto ciò a Mons. Betori NON sono stati scomunicati. Quindi non son tutte stronzate quelle che hanno scritto, neppure per la chiesa.

      Sul guarire dall'omosessualità c'è anche questo mio post:
      http://hereinthecloset.blogspot.it/2012/10/sei-gay-guarisci-con-lomeopatia.html

      Invito altri, come Febo e Parigino che sono coinvolti direttamente come cattolici e come omosessuali a portare, se volgiono, il loro contributo

      Elimina
    2. Riguardo la storia dei crostacei che ogni volta tirate in ballo, è Gesù stesso che nel vangelo abolisce questa regola, affermando che "nulla di ciò che entra nella bocca dell'uomo è impuro ma solo ciò che vi esce" ergo, questa regola è abolita tramite espressa parola di Nostro Signore. Se Gesù nel vangelo avesse affermato che l'omosessualità non è peccato, avresti ragione tu, ma non lo ha fatto, e, come ti ho detto, più volte ha ribadito l'importanza della famiglia tradizionale e dell'unione fra un uomo e una donna. Il dogma dell'Immacolata Concezione della Beata vergine Maria, è stato definito nel 1850 da Pio IX, ma dell'Immacolata Concezione se ne parla fin dai primi secoli del Cristianesimo, Pio IX ha solamente voluto mettere per iscritto ufficialmente che tale dogma è verità di fede e che da quel momento in poi è chiusa ogni disquisizione teologica a riguardo, chi è cattolico deve accettare l'immacolata Concezione. Quindi Maria è stata sempre immacolata, non è che è immacolata dal 1800, inoltre riferimenti all'Immacolata Concezione sono contenuti nel Vangelo "Ti saluto, piena di Grazia!" e lei stessa disse a Bernadette "Io sono l'Immacolata Concezione".
      Riguardo all'immutabilità della Verità, ti invito a leggere l'enciclia "Pascendi dominici gregis" di San Pio X sugli errori del modernismo, enciclica di un papa elevato agli onori degli altari, quindi impossibile da rigettare per un cattolico.
      Riguardo al fatto della malattia.. e se indosso avessi una parrucca ma ormai sei convinto che sono tuoi capelli naturali perchè nessuno ti ha informato dell'esistenza delle parrucche? la canzone di Povia "Luca era gay..." che tanto scalpore ha fatto,tratta da una storia veria, esprime in maniera semplicistica ciò che accade a molti giovani che si ritengono gay dalla nascita, e, che se poi vai a scavare in fondo, si rivelano tutti più omeno con storie e situazioni simili, che nel blog che ho postato sono espresse in maniera più chiara. Andrea

      Elimina
    3. Caro Andrea,
      sii fedele a ciò che hai capito e vivi sereno.
      Io sarò fedele a ciò che ho capito io e quindi al non sentirmi malato.
      Grazie

      Elimina
  17. Per l’amicizia che mi lega ad In(co) torno sull’argomento di questo post. Sono convinto che le dispute filosofiche o teologiche o relative alle scienze psicopedagogiche debbano essere affrontate altrove. Dai testi biblici si può estrarre ciò che più serve a difesa della propria tesi. Io credo che ad essi si debba rispetto, soprattutto se ci si dichiara credenti.
    Rispetto all’intervento di Andrea – per quanto mi riguarda – farei le seguenti precisazioni.
    1. Devo la mia fede in Cristo, alla Chiesa, nella quale credo e che ho servito da laico in lunghi anni di impegno totalmente gratuito. Devo alla Chiesa (attraverso la mia famiglia) una formazione cristiana. Conosco il catechismo e i principali documenti del magistero, anche se non ho fatto studi di teologia. Conosco bene (molto bene!) le posizioni della chiesa in fatto di morale sessuale …
    2. Peraltro so anche che la chiesa riconosce il primato della coscienza, quando essa è correttamente formata. In vari incontri con teologi anche di diverso orientamento ho avuto sempre le stesse risposte. A tal proposito cito per brevità il n. 372 del Catechismo. “La coscienza morale, presente nell'intimo della persona, è un giudizio della ragione, che, al momento opportuno, ingiunge all'uomo di compiere il bene e di evitare il male. Grazie ad essa, la persona umana percepisce la qualità morale di un atto da compiere o già compiuto, permettendole di assumerne la responsabilità. Quando ascolta la coscienza morale, l'uomo prudente può sentire la voce di Dio che gli parla.”
    3. Nel mio precedente intervento NON sostenevo la … libertà sessuale !!! (Si veda che cosa ho scritto.)
    4. Io non devo guarire da nulla, semplicemente perché non sono malato! Non ho subito alcuna violenza, né trauma infantile … Ho fatto un percorso di studi universitario, so valutarmi per quello che sono: una persona normale, con un orientamento esclusivamente omosessuale. Io non mi sento “disturbato” per niente!
    5. Per una vita ho blindato sentimenti ed affetti … poi, come dicevo sopra, “ho cominciato a guardarmi dentro e a prendere in considerazione la possibilità di vivere la mia sessualità, così come si esprimeva …”
    6. Oggi, per me, amare una persona del mio stesso sesso, la persona che amo in questo momento, [entrambi liberi da altri legami, in una relazione esclusiva e monogama] non è frutto di capriccio, è solo un bisogno dell’anima. Questo rapporto non mi allontana dalla mia fede, non mi allontana da Dio.
    7. Accanto a confessori che hanno sostenuto e sostengono quanto afferma Andrea, ho trovato anche confessori che mi hanno ascoltato, assolto ed incoraggiato a fare il bene; neanche farlo apposta in due occasioni ho incontrato confessori docenti di teologia morale!

    RispondiElimina
  18. Tanto non cambierà niente.

    RispondiElimina
  19. In Vaticano non è mai cambiato niente, non cambia mai niente e non cambierà mai niente.
    Come in Italia, del resto.
    Italia e Vaticano sono drammaticamente simili.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buon Natale Capricornus... Siamo entrati nel tuo segno

      Elimina

Se vuoi dir la tua, commenta qui:

Related Posts with Thumbnails