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venerdì 9 novembre 2012

Estorcere la felicità


Quando la stanchezza si accumula, il mio umore cambia.
E se cambia l'umore son troppi i pensieri che mi si formano in testa.
Come macchie nere nella mia scatola cranica, scure palle rotanti che si ingigantiscono sempre più fino a lasciarmi spento. Sfinito.
Così. Da ieri è un po' così.
E mi spiace che tutto ciò mi porti a ritrarmi.
Per bisogno di riposare, bisogno di silenzio.
Con la sensazione che da questo malessere ci devo uscir da solo. E' sempre accaduto così.
E gli sforzi di L. o di altri amici vengono "goffamente" respinti. E mi spiace, soprattutto per lui, di farlo preoccupare, di rattristarlo, di farlo sentire impotente.
Di cosa mi lamento?
Non lo so esattamente. E' un periodo sereno, sto bene con me stesso, ho un amore che mi pensa sempre. Ho nel cuore lui e lui ha nel cuore me. Dovrebbe bastare, no?
Anche perchè c'è chi sta peggio, no?
Gliel'ho scritto in un sms: stasera non ti telefono. Mi vergogno.
Mi vergogno di fare la piattola senza motivo. Mi vergogno di aver le paturnie, mi vergogno di caricarti del peso di una preoccupazione.
E' solo stanchezza.
Che mi spegne la voglia di "star su", di essere dinamico, brillante e sorridente... e reagente.

Stacco in questo week end dove comunque non ci potremo vedere.
Spero che poi andrà meglio. Ne voglio essere sicuro. Ma lo devo far da me.
"Tutto sommato, l'unica cosa del libro che mi è spiaciuta è il finale. L'eroe si sposa, vince e scopre se stesso. Lieto fine, ma non è questo che mi è spiaciuto.È che l'eroe scopre il senso della vita iniziando ad occuparsi degli altri,i suoi figli innanzitutto, ma anche gli altri veri: apre una scuola per bambini che non hanno la possibilità di studiare. Volontariato. Tutti felici. Sipario. È che io non ci credo. A me risulta che la ricerca del senso è una sorta di partita a scacchi, molto dura e solitaria, e che non la si vince alzandosi dalla scacchiera e andando di là a preparare il pranzo per tutti. È ovvio che occuparsi degli altri fa bene, ed è un gesto così dannatamente giusto, e anche inevitabile, necessario: ma non mi è mai venuto da pensare che potesse c'entrare davvero con il senso della vita. Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi, tutto il resto è una forma di lusso dell'animo, o di miseria, dipende dai casi.
Peraltro, è anche possibile che mi sbagli. È giusto un pensiero istintivo - un certo modo di vedere il mondo." (A. Baricco)

Un po' più di zero... 

37 commenti:

  1. E' normale che tu voglia isolarti, per capire l'origine di queste ansie, di queste preoccupazioni, anzi sarebbe peggio se ciò non avvenisse. Ma non ti devi incolpare!
    Un abbraccio, solo virtuale, che poi L si ingelosisce ;)

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    1. Grazie Amleto. Si, solo virtuale ma apprezzatissimo

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  2. Non siamo delle macchine, è naturale che ci siano questi momenti e che si voglia stare soli per rimettere in chiaro il tutto.
    Porta pazienza e riposati.
    Un ululato ;)

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  3. Non è certo una colpa sentirsi così, sono fasi, periodi, che vanno di pari passo forse con la stanchezza e lo stress fisico. Passano, tornano e poi passeranno di nuovo. La vita credo sia fatta così per tutti.
    Una considerazione da grillaccio: secondo me sbagli a tenere lontano L. in questi momenti. Non temere di annoiarlo, di farlo preoccupare o di intristire pure lui... L'esclusione, la lontananza psicologica che si aggiunge a quella fisica è peggio. Credo che l'sms che hai mandato sia stato più duro di una telefonata. Ricordati di quando lui, nel periodo subito dopo il terremoto si isolava e di come questo ti feriva. Coraggio, stasera rimedia... Una lunga telefonata, a rompergli le palle all'inverosimile... Farà bene a tutti e due!
    Un bacio al mio orso e un bacio ad L. che deve sopportarti!
    Luci

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    1. Ha ragione Luci. Comprendo il tuo stato perchè capita anche a me quando sono stanco e depresso; e capita anche a me di allontanarmi e di allontanare le persone che mi circondano e mi amano.
      L'sms che gli hai mandato è veramente una sassata, so come succede perchè anche a me è capitato di fare queste cose meschine; sono tentativi maldestri di prendersi un po' di tempo e spazio per sè stessi, dimenticandosì però che possono essere dolorosi per chi li riceve.
      Eppure, in cuor tuo sai di aver fatto un passo falso, altrimenti non avresti scritto questo post.
      Comprensibile il tuo stato di apatia ma non gustificabile il tuo gesto.
      Fai un bel gesto per L. e per te stesso: chiamalo, scusati per quel passo sconsiderato, parlate, spiegagli i tuoi motivi e fagli capire che lo ami.
      Sono conscio dello stato d'animo in cui ti trovi ma compromettere la vostra storia per così poco è stupido. Ricorda quel proverbio cinese che dice: "Un grande muro comincia a crollare da una piccola crepa". Se mini il vostro rapporto con queste piccolezze, rischi un domani di perdere L. e trovarti solo.
      Si dice che gli errori ci servano per migliorare: bene, cogli quest'occasione per rinsaldare il vostro rapporto, fai quella telefonata, sarà anche un'occasione per scuoterti dall'apatia in cui sei caduto.
      Baci a te e ad L.

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    2. luci credo tu sia speciale, che belle parole!! *K*

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    3. dicesi "burn out" quello che stai passando.
      Capita a tutti, me compreso.
      Siccome so di cosa parlo, ti dovrei ripetere ogni sillaba di quel che già ti ha scritto Lucy; lo so che devi un po' forzarti nel farlo, ma credimi: restare vicini in QUESTI momenti rinsalda la coppia mooolto più di una notte di sesso selvaggio!

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    4. Onestamente non vi capisco. A me sembra una sassata a (In)co recriminargli un sms per avvisare che sarebbe stato in disparte.

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    5. p., nessuno vuole recriminare o mettere in croce (In)co ma evidentemente ci siamo presi a cuore la sua vicenda (pur non conoscendolo personalmente).
      Semplicemente, il suo ci è apparso come un passo falso (se ne accorto pure lui, altrimenti non avrebbe messo questo post) e ci è sembrato corretto consigliarlo per il suo bene e per il bene della sua relazione.
      Sbagliare è umanissimo ma consigliare i dubbiosi è opera di misericordia.

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    6. @ Luci - guarda che L. mi sopporta ma soprattutto mi supporta. ;)
      Credo che tu abbia frainteso la "non telefonata", era un qualcosa di tutt'altro che duro.

      @ Dioniso - scusa, ma forse non son stato in grado di spiegarmi. Questo post era un raccontare un dato di fatto, non un post riparatore per l'sms. Non mi sento in colpa per quello, non è stata una cosa meschina. Ci sono due momenti la settimana dove ad un orario definito io chiamo L. Quella sera stavo male e l'avrei solo depresso. L'ho avvisato che non l'avrei chiamato, per non farlo star peggio. Tutto qui. Poi, si può valutare se questa cosa è opportuna, giusta o sbagliata, ma questo ce lo diciamo io e lui. Non c'è stata nessuna intenzione di esclusione anche perchè via sms continuavamo ad aggiornarci sul nostro "come stiamo".
      Grazie comunque per l'attenzione.

      @ freedog: accolgo il consiglio e lo metterò in pratica. In realta, quando capita (o a me o a lui) già lo facciamo, già stiamo in contatto. Le telefonate di non meno di mezz'ora che tra noi intercorrono sono questo. L'altra sera però preferivo restare un po' lì... a leccare le ferite. Sai quando non le vuoi far vedere troppo?

      @ p. Grazie, ma tranquillo. Credo semplicemente che Dioniso non avesse ben compreso ciò che intendevo. Comunque hai ragione, era proprio solo quello: un avviso che "guarda, stasera non riesco a chiamarti".

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    7. allora c'è una domanda che nasce spontanea: davanti a lui ti vergogni più a stare a nudo fisicamente o *metaforicamente*?
      Insomma, meglio fargli vedere i tuoi difetti fisici (ammesso che ci siano) o le cicatrici dell'anima?

      Se c'è una cosa che ho imparato in questi 6 anni di relazione è di non vergognarmi più di nulla con lui, momenti down compresi: lui sopporta (e supporta) i miei ed io i suoi.
      Ti assicuro che funziona!
      Certo, avere accanto la persona giusta aiuta!
      Ed L, per come ne parli, penso sia la persona giusta per te, anche in questo.

      Lo accetti un abbraccione sorellesco, anche se solo virtuale?
      O lui s'ingelosisce?

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    8. I difetti fisici son tanti ma ormai li ha visti tutti. Ho barato: l'ho conquistato nei primi incontri nell'oscurità della sera e l'ho fatto innamorare di qualche "particolare", poi, ormai acciuffato, s'è dovuto beccare pure i difetti.
      Battute a parte, farsi conoscere nella nostra intera personalità è molto più difficile, perchè ciò implica di imparare a voler bene per primi ai nostri lati oscuri, quelli sgradevoli, quelli brutti.
      L'abbraccio lo accetto e L. non si ingelosisce se sa che da lì può nascere qualcosa a 3 (o a 4) ;)

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    9. eh, ma abbiamo sempre quel dettaglio logistico (leggasi: distanza) che rende la cosa difficile; aggiungici poi che sto con un marsicano de quelli ultrapossessivi e che cmq anche a me sta benissimo la monogamia con lui, per cui se capitate a Roma una birretta, una pizza & 4 chiacchiere ce le faremmo molto volentieri, ma finisce lì!

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    10. volevo tornare sul discorso nudità...penso sia logico che non sia quella fisica la più complicata da mostrare per chi non vive sotto lo stesso tetto!:)

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    11. @ freedog - ahò, tutti monogami so' ddiventati! E si che L. t'apprezza dai tempi in cui commentavi da Oscar!
      No,no, dai chiariamo. Le mie son battutacce porche per alleggerire: il triangolo che tanto stuzzica nelle fantasie non vorrei mai viverlo con L per paura di scardinare il nostro equilibrio. E' bello che rimanga solo come fantasia, su cui scherzarci su ma senza andare oltre.

      @ lost - eh si, quanto sento vero questo tuo commento. Nei rapporti dove lo stare insieme si limita a poche ore rubate in un mese, i passi per la conoscenza approfondita son più lunghi e difficili... So che anche tu sei nella mia stessa situazione...

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    12. e che ce vuoi fà??
      sò effetti collaterali dell'ammore questi!!!!

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  4. Questo vale per me,spero possa esserti utile :AMATI.
    Profondamente, con convinzione .E non ti isolare.Non scappare per essere inseguito,gli altri si potrebbero stancare.

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    1. E' una vita che cerco di impararlo. In realtà da qualche tempo a questa parte lo sto facendo un po' di più. Grazie!

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  5. Questi momenti, che nascono in maniera inspiegabile, sono necessari perché ci permettono, seppur sul momneto ci annientano, di ritrovare le energie e le cariche. Pure a me capita spesso che la stanchezza mi renda apatica (?), ma non me ne lamento perché so che passerà e tornerò in piedi pià forte di prima. L'unico rammarico è sapere che questo atteggiamento causa "sofferenza" a chi mi sta accanta, però penso che poi anche lui ne gioverà e quindi anche questo dispiacere passa.

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    1. E' proprio così. Sottoscrivo ogni parola. :)

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  6. Non si può essere mica sempre felici e contenti?! I momenti di buio personale sono normali e, soprattutto, necessari. A volte bisogna rallentare con la vita quotidiana e pensare un po' a se stessi. E' un gran pregio riuscire a capire questo e a metterlo in pratica. Parola di Romeo! ;)

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    1. E se lo dice Romeo... Ho staccato, riposato e ora... riparto!

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  7. Anche questi momenti non tanto piacevoli fanno parte della vita e forse servono propri a farci fermare per recuperare energie sia fisiche che mentali dandoci il tempo di analizzare quegli aspetti della nostra vita che non ci piacciono per poi cercare di trovare dei modi per cambiarli.:)

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    1. Si, anche questo serve. Già nel post avevo la consapevolezza che sarebbe passato. C'è il bisogno di fermarsi per guardarsi dentro e ripartire con energia rinnovata.

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  8. "Da ieri è un po' così."
    Solo da ieri?
    Beato te!
    Per me è la norma :-|

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    1. Erm... mi spiace... Bisogna però fare qualcosa per non esserne sopraffatti. Un abbraccio.

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  9. Secondo me hai fatto bene a mandare sms a L (L... giusto?). Immagino che avrà risposto con qualche altro sms, forse. Forse anche tentato di chiamarti. Forse no: in tutti è presente un po' di egoismo, anche in chi si ama.
    Ci sono giorni in cui si ha desiderio di solo silenzio. Di leccarsi e, perchè no, anche di compiangersi un po' rabbiosamente.
    Certo un po' di sonno in più, una vita regolata aiuta.
    Eppure...
    Eppure c'è qualcosa che non va.
    E che cos'è?
    Ah, non lo so. Ma qualcosa c'è.
    Guardarsi dentro è sempre positivo. Anche se dettato da giorni dolorosi. E ti auguro di capire cosa c'è sotto questa stanchezza.
    Sempre se c'è. :-)

    Forse ti scoccia, da buon maschio, mostrarti nella debolezza.
    Meglio la morte :-) piuttosto che ammettere una vaga ma certa fragilità, piuttosto che dire ho bisogno gratis di aiuto, un aiuto di non so che. Sì. Capita.
    C'è qualcosa che la stanchezza svernicia e rende sensibile al punto che perfino una carezza quando non fa male imbarazza.
    Quant'è faticoso imparare a riconoscere che i limiti non sono fallimenti.
    Non ho mai letto Baricco e può essere che dica una superficialità, ma ciò che hai riportato come suo "non esiste". Almeno da come l'ho inteso io. NESSUNO BASTA A SE STESSO.
    Se estorcere la felicità a se stessi intende imparare a star in piedi da soli, con le proprie forze SI'; se si intende che devi arrangiarti senza mai vivere nel dare e ricevere NO, non credo sia possibile. Non è nella nostra natura. Siamo nati da due persone e la nostra vita avrà sempre bisogno di altre persone. Scusa la digressione.
    Penso che stare al mondo con un po' di verità, soprattutto nel mondo dell'affetto sia accettare anche la propria debolezza, stanchezza, fragilità, incompiutezza, limitatezza, oscurità... chiamala come vuoi.
    La nudità non è solo questione di cazzi mosciduribarzottistorticazzutivenosicirconcisibagnatipiantatisucchiatiodiculipelosisodimosciopettoraliaddominaliquadricinquiseicipiti... Sì, forse anche.
    Penso che vera nudità è mostrarmi per come sono, non per quello che mi piacerebbe. Sarà per quello che mi spoglio poco :-)
    E penso che per fare l'amore bisogna essere nudi.
    Un abbraccio virtuale e uno sguardo discreto, ma sincero e rispettoso del tuo.

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    1. magari ci fossero spesso queste digressioni ;)

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    2. molto bello mmax quello che scrivi. Hai colto molto.
      Per quanto riguarda la citazione di Baricco io l'ho invece colta così: non può bastare il darsi fine a se stesso per completarsi. Una persona è completa solo nella RELAZIONE interpersonale, nessun uomo è un'isola, ma deve nascere proprio da un essere sereni dentro (accettarsi, volersi bene, trovare il proprio senso, il proprio posto). Così si può stare in relazione ancor meglio.

      La nudità dell'amore è una cosa reale. Forse la si impara nell'interazione.

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  10. mi son dimenticato di firmare...

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  11. E' un weekend storto per tutti, vedrai che passa ;-)

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    1. Qui inizia a passare. Spero anche per te/voi. Grazie.

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  12. Penso che per l'uomo la felicità non è una condizione sostenibile, non riusciremmo a proprio a sopportarla. Kundera, invece, diceva che la felicità è desiderio di ripetizione, per questo non è adatta a noi, che siamo esseri finiti. Di certo non si può estorcere, tantomeno a se stessi.

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    1. Non lo so se è sostenibile o raggiungibile. Però "vivere" forse è spendersi per tentare di realizzarla. "Estorcerla" da se stessi, non sarà un termine appropriato ma lo voglio intendere come un andare a sviscerare, anche con fatica, ciò che ci rende completi.

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  13. inco hai una autoconsapevolezza e autoregolazione da maestro. dopo il buio c'è la luce..ciclo naturale ;) un abbraccio

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    1. Oddio... grazie. Diciamo che se sono un maestro avrei bisogno di un sacco di ripetizioni o di più una full immersion di corsi intensivi per "ri-aggiornarmi".

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