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sabato 18 febbraio 2012

Amore simbiotico

Mi ha sempre affascinato l'alone di mistero che avvolge la dimensione "simbiotica" dei fratelli gemelli. Quelle voci o leggende metropolitane che raccontano di stesse sensazioni, pensieri comuni, telepatia... Mi piacerebbe conoscere qualche esperienza diretta anche da qualche mio lettore.
Mi chiedo se è comune l'esperienza dei fratelli gemelli di innamorarsi della stessa persona, mi chiedo se in gemelli  monozigoti l'amore che si prova per se stessi, l'istinto di conservazione, sia sempre proiettato anche sull'altro. Mi chiedo se nel crescere ci sia comunanza di pulsioni, se la scoperta della propria intimità sia anche la scoperta dell'intimità della propria metà.
Ci ho ripensato oggi sfogliando le immagini di questa coppia di fratelli gemelli portoghesi, bellissimi modelli portati alle ribalte da Dolce e Gabbana all'età di vent'anni e che ho scoperto casualmente e già archiviato qui nel mio cassetto. Sono Jonathan e Kevin Sampaio.

Beh, non riesco a distogliere gli occhi da queste fotografie: loro sono di una bellezza che riesce a commuovermi.
E non so perchè, ma mi piace immaginare siano gay (forse mi viene facile il collegamento con la loro professione di modelli) e vedere in quegli occhi uguali e luminosi, un certo amore e desiderio l'uno dell'altro.




Qui, vi propongo una loro intervista nel backstage. Sono banalissimo nel mio commento, ma mi viene semplicemente da dire: ma che belli!


Tornando alle domande che mi ponevo all'inizio del post, ripenso ad un libro di cui vi avevo già parlato qui: "C'è silenzio lassù" che racconta, tra  l'altro, anche la storia di due fratelli gemelli, di cui uno innamorato simbioticamente dell'altro.
Vi riporto un estratto che racconta della prima volta in cui Riet, la fidanzata di Henk, uno dei due gemelli, starà a dormire nella loro casa e che i genitori divideranno di camera, riportando dopo anni i due fratelli a dormire insieme.

"Pecore e capri vanno separati", disse una sera mia madre al tavolo della cucina. Quella sera sarebbe venuta Riet.
"Come?" fece Henk.
"Pecore e capri vanno separati."
Henk dovette pensarci un po'. "Ma anche voi siete una pecora e un capro, no?" disse nel tono più innocente possibile, facendo un gesto rivolto al papà.
Papà gli rispose con un grugnito.
Riet dormì in camera di Henk, Henk in camera mia. Su un materasso appoggiato a terra. Non sapevo cosa dire, non riuscivo quasi a respirare, cosa che attribuivo al caldo soffocante. La finestra era spalancata, le tende aperte, la luce della luna piena entrava nella stanza. Henk era per metà sotto il lenzuolo, il torso nudo nel riflesso azzurrognolo. Era così bello. Dopo un lungo silenzio, opprimente quasi come il caldo, mi bisbigliò qualcosa  che non capii.
"Come?" dissi
"Shhh!"
"Che cos'hai detto?" mormorai.
"Vado di là."
"DaRiet?"
"E da chi se no?" Si sedette scostando il lenzuolo.
Poi mise giù i piedi e si alzò. Raggiunse la porta come se camminasse sulle uova e l'aprì centimetro per centimetro. Ci volle parecchio prima che il suo corpo, infilato in un paio di grandi mutande bianche, uscisse
dalla mia stanza e la porta si richiudesse. Da allora non sopporto più le notti di luna. Quella luce azzurrognola che penetra nella stanza perfino attraverso le tende o le veneziane, quella luce che non ce modo di tenere fuori, è fredda anche d'estate. [...]

Dopo che Henk mi aveva detto di stare zitto ed era scomparso dalla mia camera come se camminasse sulle uova nelle sue grandi mutande bianche, mi ero inginocchiato alla testa del letto. Le braccia incrociate sul davanzale della finestra, il mento appoggiato al gomito, guardavo fuori. Respiravo l'odore dell'acqua calda del canale e delle vecchie tegole cotte dal sole. 
La luce della luna era così chiara che ho visto passare una lepre nel prato al di là del canale. Era sola, sembrava in cerca di qualcosa, correva avanti e indietro e ogni tanto si alzava, in ascolto, con le zampe anteriori ciondoloni. Dietro la lepre i campi erano deserti fino alla diga. Niente mucche, niente pecore. Adesso i capri sono separati, avevo pensato.
Anche la finestra della camera di Henk era aperta. Sussurravano, ma a voce così bassa che non capivo una parola. Già mi vedevo accucciato a piedi nudi nella grondaia, le mani aggrappate alla finestra aperta, la testa il più vicino possibile al davanzale.

Tornare semplicemente a coricarmi tirandomi il lenzuolo sopra la testa era impossibile. Scesi dal letto, andai alla porta, l'aprii con cautela e uscii sul pianerottolo. Aspettai che i miei occhi si abituassero al buio. Poi feci qualche passo e mi inginocchiai davanti alla porta della camera di Henk. Sono vecchie porte a pannelli, con buchi della serratura esageratamente grandi. All'inizio vedevo solo del movimento, ma poco a poco presero forma. Di Riet si vedevano solo le gambe. Henk riempiva praticamente tutta la serratura. Io avevo un ginocchio a terra e l'altro alzato. Avevo fatto scivolare una mano sotto l'elastico delle mutande. Le portavamo grandi, a quell'epoca, bianche e con un elastico robusto.Sempre pulite perché, diceva mia madre, magari finisci all'ospedale. Ero così impegnato a guardare che il caldo pulsare del mio sesso sul ventre mi aveva sorpreso. Avevo iniziato a seguire i movimenti di Henk, con lo sguardo e con la mano. Finché non mi venne un crampo alla gamba con il ginocchio sollevato. Fui costretto ad alzarmi. Mentre mi alzavo, guardai il piccolo lucernario in fondo al pianerottolo. Vidi i pioppi illuminati dalla luna e me stesso che mi alzavo, davanti a una porta chiusa, con una mano ancora nelle mutande.Tendendo le dita dei piedi mi liberai dal crampo al polpaccio.
Per qualche motivo non potevo tornare in camera mia. Forse perchè da li avrei potuto sentirli e quindi me li sarei visti davanti. In punta di piedi andai verso la porta sempre aperta della cameretta nuova. Entrai e mi sdraiai sulla moquette blu, sotto la finestra a bilico. Mi addormentai e la mattina dopo mi svegliai molto presto. Solo allora tornai nel mio letto. Henk non era ancora rientrato.


Agosto 1966, quasi quarant'anni fa. A volte non capisco come sono potuto diventare così vecchio. Quando mi guardo allo specchio, continuo a vedere attraverso la mia faccia segnata dal tempo un ragazzo di diciotto, diciannove anni. E ancora oggi mi chiedo chi stessi guardando quella notte.

(Gerbrand Bakker - C'è silenzio lassù)

14 commenti:

  1. Caro (In) qualche tempo fa sembravi sul punto di limitare, se non di abbandonare, l’impegno nel blog. In realtà vedo che la tua “produzione” è sempre abbondante e diversificata (dal cassetto agli inarrestabili …). Spero proprio che non ti fermi, magari all’improvviso, per … esaurimento! Sì perché il tuo blog è per me una finestra di comunicazione importante: è quella che apro quotidianamente, quasi a cercare un amico al di là della strada. Mi fa sentire in “compagnia”, perché vi trovo pensieri, sentimenti, sensazioni, talvolta frammenti di esperienza … in cui ritrovo qualcosa di me …
    Certamente non tutto mi piace allo stesso modo, ma è naturale che sia così. Forse ti sarà capitato di notare che abbastanza di rado io commento i tuoi post più “suini”, per usare una tua espressione. Li guardo, mi possono anche intrigare, ma …
    Quello di oggi è tra i post più belli e completi. Io non ho nulla da dire sul rapporto tra gemelli, né per esperienza né per conoscenza. Ma mi piace dirti che trovo molto interessante che a tue domande, a tue considerazioni, tu aggiunga passi di romanzi o video o canzoni con qualche attinenza al tema … Sei bravo davvero! Grazie.

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  2. se questo parignio no fosse cosi commovente e sincero , sarebbe quasi antipatico perche dice tutto cio che penso di te .
    Almeno una volta per giorni vado sul tuo blog per vedere si c'é qualcosa di nuovo. Non soltanto perche sai trovare le foto e le video giuste ma perche sei qualcuno di sincere di vero ed non e facile da trovare

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  3. Vero, vero, vero... i ragazzi dei commenti precedenti hanno proprio ragione... è un appuntamento quotidiano anche per me il tuo blog... pensa che quando mi è partita la connessione per il maltempo ho pensato un po' alle avventure di (In)co... bravo pisellone!
    Un abbraccio
    F :)

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  4. Certo è che i gemelli rientrano nel settoe fantasie di molti...

    PS mamma come sono carini sti due mmmm...

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  5. Si questa dell'amore tra fratelli gemelli è una fantasia ricorrente in molti aspetti come la fotografia il cinema la letteratura.
    Questi due poi sono veramente bellissimi.

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  6. Sono davvero belli!! ...pure io ho questa fantasia dei gemelli! Chissà perchè!!... :)

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  7. Anche a me intriga molto fantasticare su cosa provino l'uno x l'altro due gemelli gay.. A questo tema ho dedicato anch'io un post lo scorso dicembre..

    Sono però fortemente convinto che due gemelli gay lo facciano a 3 con lo stesso partner che piace ad entrambi :P

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  8. @ Jimi Paradise - vero! Che bello ritrovarti a commentare qui (P.S.- Io ho sempre i soliti problemi di accesso al tuo blog, sempre faticoso a caricar le pagine e spesso mi manda in blocco il pc)

    @ Parigino - apprezzo ma mi imbarazzano un po' le tue lodi. Mi fa piacere che tu e tanti altri troviate, nel passare nel mio blog, un momento quasi "intimo". Poi io qui ci butto tutto quello che mi passa per la testa, da post più articolati a "suinate". Ciascuno colga quello che più gli aggrada e scarti ciò che meno gli interessa. Bello sapersi ritrovare senza essere del tutto omologati.

    @ novicious - quello che ho detto a Parigino vale anche per te. Grazie.

    @ fragoroso.82 - pisellone? Com'è che si è già diffusa la voce sui miei attributi? :D

    @ Majin79 - son talmente carini che potremmo dividerceli in due: uno a te, uno a me. Scegli tu quale, tanto sono uguali ;)

    @ loran - si, molto diffusa. Chissà se nasce, anche solo in parte, da qualcuna delle domande che mi sono posto. Che ne pensi? :)

    @ I'M SO GUY - il gioco deglio specchi intriga, soprattutto se chi si specchia è così "bono"! :P

    @ K@RL - dici? Una cosa a 3? Sarebbe da morire, poi con due gemelli così... :P

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  9. ho diverse conoscenze e amici che sono gemelli, in molti casi sia che si tratti di due gemelle o 2 gemelli, uno è gay l'altro no... forse è solo una coincidenza, e magari le statistiche rivelano il contrario...

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  10. (In) anke io ogni tanto ho problemi col blog di Jimi...se uso google chrome mi si impalla tutto...ma con mozilla firefox va alla grande..magari puoi fare anke tu cosi ;) anche io cmq ti seguo quotidianamente hehe

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  11. @ Nato Stanco - uno gay l'altro no. Proprio come i protagonisti del brano che ho proposto. Chissà cosa dicono le statistiche. C'è chi ne sa di più?

    @ Woodstock - grazie per le dritte e... per svolazzare quotidianamente qui :)

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  12. Si è senza dubbio possibile, interessante su questi aspetti è il film di David Cronenberg "Inseparabili".

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  13. @ loran - mi hai incuriosito. Devo assolutamente procurarmi questo film. Grazie!

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